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La capacitÓ di succedere

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La capacitÓ di succedere

Premesso che l'apertura della successione si ha al momento della morte del de cuius, nel luogo ove costui aveva l'ultimo domicilio (cfr. art. 456 c.c.), la capacitÓ di succedere Ŕ riconosciuta, per quanto concerne le persone fisiche, nella successione legittima, a tutti coloro che sono nati, o almeno concepiti (sul punto, si veda l'art. 462, comma 2 c.c.), al momento dell'apertura della successione stessa, mentre nella successione testamentaria, alle suddette categorie, si aggiungono i figli non ancora concepiti di una persona vivente al momento dell'apertura medesima (art. 462, comma 3 c.c.).

Per quanto riguarda le persone giuridiche, attualmente possono ereditare tutti gli enti, anche se privi di riconoscimento, solo per testamento, salvo quanto previsto in via residuale per lo Stato dall'art. 586 del codice civile.

E' da precisare, tuttavia, che l'ordinamento disciplina alcune ipotesi in cui Ŕ negata la capacitÓ di accedere all'ereditÓ a chi ha commesso uno dei seguenti fatti (che richiedono un accertamento giudiziale, a seguito di ricorso proposto da chi vi ha interesse):

  • omicidio, consumato o tentato, dell'ereditando o di un suo stretto congiunto;
  • commissione, nei confronti di una o pi¨ di tali persone, di un delitto punibile con le norme sull'omicidio;
  • denuncia calunniosa delle persone medesime ovvero falsa testimonianza ai loro danni;
  • forzatura della volontÓ testamentaria, con violenza e dolo;
  • distruzione, falsificazione, alterazione o occultamento del testamento del de cuius.

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