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Differenze tra erede e legatario

Indice della guida

Erede e legatario sono le due tipologie di successori ammesse dal nostro ordinamento.

Le due fattispecie saranno analizzate in modo schematico, così da poterne evidenziare, a prima lettura, le caratteristiche e le differenze.


  • Definizione: l'erede è il successore a titolo universale, colui il quale subentra nella titolarità dell'intero patrimonio ereditario o in una quota di esso. Il legatario è il successore a titolo particolare che subentra in uno o più determinati rapporti giuridici attivi; In altri termini attraverso un una disposizione testamentaria (detta "legato") il testatore attribuisce al "legatario" un bene o un diritto avente carattere patrimoniale. L'esempio tipico è quello in cui il testatore nomina un soggetto come suo erede universale e dispone un legato a favore di un altro soggetto (ad esempio gli lascia un gioiello di famiglia). In somma il legatario non ha una quota del patrimonio ereditario come accade per l'erede. 

  • Necessarietà: l'istituzione ereditaria è necessaria per l'ordinamento giuridico. In mancanza di eredi (ossia di parenti entro il sesto grado o eredi istituiti testamentariamente) il patrimonio ereditario sarà devoluto allo Stato; il legato, diversamente, è meramente eventuale, salvo la previsione di taluni legati ex lege quali i diritti di abitazione della casa adibita a residenza coniugale e dei mobili che la corredano, ai sensi del secondo comma dell'art. 540 c.c., a favore del coniuge superstite;

  • Modalità di acquisto: l'eredità deve essere accettata (espressamente o tacitamente) dal chiamato mentre il legato si acquista di diritto: ossia non è necessario un formale atto di accettazione;

  • Rinunzia: l'erede può rifiutare l'istituzione a titolo di erede prima che intervenga l'accettazione. Il legatario acquista di diritto il lascito ma può rifiutarlo anche se, di diritto, esso è già entrato nel suo patrimonio;

  • Possesso: l'erede prosegue nel possesso del de cuius mentre il legatario inizia un nuovo possesso, che può essere riunito;

  • Debiti ereditari: Il legatario non risponde dei debiti ereditari, salvo diversa volontà del testatore e comunque non oltre il limite della cosa legata. Gli eredi, subentrando in tutti i rapporti del de cuius, risponderanno illimitatamente dei debiti, salvo abbiano accettato con beneficio di inventario;

  • Termine: per il principio semel heres semper heres l'erede non può essere a termine, a differenza del legatario, il quale può essere beneficiato di una proprietà temporanea, ossia sottoposta a termine iniziale o finale;

  • Institutio ex re certa: l'indicazione di beni determinati o di un complesso di beni, che integrerebbero un'istituzione di legato, si considerano a titolo universale (e quindi attribuiscono la qualità di erede) quando risulta, dalla scheda testamentaria, che il testatore ha inteso assegnare quei beni come quota del suo patrimonio (art. 588 c.c.);

  • Usufrutto universale: Una disposizione di usufrutto universale integra un'istituzione a titolo di erede o a titolo di legato? Vi sono ragioni per sostenere entrambe le teorie. La giurisprudenza, ha avuto un orientamento oscillante: la Cassazione 12.09.2002, n. 13310 ha sottolineato si tratti di istituzione di erede mentre la Cassazione 21.01.1985, n. 207 l'ha qualificato come legato.

(Dott.ssa Francesca Tessitore)
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