Sei in: Home » Articoli

Quando il controllo della posta elettronica del lavoratore non costituisce reato

Il GIP, Andrea Pellegrino, del Tribunale di Milano, decidendo per l'archiviazione di una denuncia per "violazione di corrispondenza aggravata", ha introdotto una singolare novità all'interno del nostro Ordinamento, che sicuramente farà molto discutere, in quanto ha stabilito che non integra fattispecie di reato di "violazione della privacy" l'ipotesi in cui un datore di lavori si trovi a dover leggere la corrispondenza e - mail del porpio lavoratore durante la sua assenza. Presupposto per la leceità di tale singolare condotta, secondo la motivazione adottata dal Giudice, è che il lavoratore per qualsiasi ragione si trovi assente dal posto di lavoro e che, soprautto, la lettura del messaggio elettronico, sia giustificata e resa necessaria da esigenze di natura strettamente aziendale. Con l'archiviazione del caso si è così conclusa la vicenda di una donna licenziata per violazione dei doveri inerenti il rapporto di lavoro, a causa della lettura da parte dei suoi superiori, dei messaggi contenuti nella sua posta elettronica durante le ferie.
In tali messaggi, infatti, era risultato evidente che la stessa intratteneva altri rapporti lavorativi di natura privatistica estranei all'attività allora svolta per lo stesso datore.
(14/05/2002 - Avv.Cristina Matricardi)
In evidenza oggi:
» Educazione civica a scuola: al via la raccolta firme
» Benzina: la tassa regionale va eliminata
» Affido materialmente condiviso: una grossa opportunità per i nostri figli
» Basta impedire al padre di vedere il figlio per due giorni per commettere reato
» Pedoni: multe fino a 100 euro per chi sosta in gruppo sui marciapiedi

'codice widgetpack temporaneamente spostato nella raccolta codici
Newsletter f g+ t in Rss