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La capacità di succedere

Cos'è la capacità di succedere, quali persone fisiche e quali persone giuridiche la possiedono, che requisiti richiede e i casi di indegnità

Al momento della morte di una persona, si apre la sua successione nel luogo ove questa aveva l'ultimo domicilio (cfr. art. 456 c.c.). Inizia, in tal modo, il percorso che porta al trasferimento dei diritti del de cuius ai suoi eredi.

A tal fine è importante sapere chi ha la capacità di succedere e, quindi, può divenire erede del defunto.

  1. Cos'è la capacità di succedere
  2. La capacità di succedere delle persone fisiche
  3. La capacità di succedere delle persone giuridiche
  4. Capacità di succedere e indegnità

Cos'è la capacità di succedere

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La capacità di succedere è l’idoneità di un soggetto a divenire erede di un altro soggetto, defunto. Essa, come vedremo meglio nei paragrafi seguenti, non presuppone la maggiore età, né la capacità di intendere e di volere, né il possesso di altre specifiche caratteristiche.

La sua disciplina è dettata dall'articolo 462 del codice civile.

La capacità di succedere delle persone fisiche

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Con riferimento alle persone fisiche, la capacità di succedere è riconosciuta, per quanto riguarda la successione legittima, a tutti coloro che sono nati, o almeno concepiti, al momento dell'apertura della successione stessa. A tal fine, si presumono concepiti a tale momento (salvo prova contraria) coloro che nascono entro trecento giorni dalla morte del de cuius.

Nella successione testamentaria, alle suddette categorie si aggiungono i figli di una determinata persona vivente al momento della morte del testatore, anche se non ancora concepiti. Ad esempio, si potrà lasciare per testamento un determinato bene al figlio non ancora concepito della propria figlia, purché questa sia vivente.

La capacità di succedere delle persone giuridiche

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Sebbene l'articolo 462 del codice civile, nel disciplinare la capacità di succedere, faccia espresso riferimento solo alle persone fisiche, deve ritenersi che, comunque, le persone giuridiche e, più in generale, tutti gli enti, anche se privi di riconoscimento, possono ereditare, anche se solo per testamento.

Il codice civile, in ogni caso, regolamenta espressamente la successione dello Stato, al quale è devoluta l'eredità dei soggetti che non abbiano altri successibili, senza bisogno di accettazione e senza possibilità di rinuncia.

Capacità di succedere e indegnità

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Chiarito quali sono i soggetti che hanno capacità di succedere, è da precisare che, tuttavia, in alcune ipotesi a questi è comunque negata la capacità di accedere all'eredità.

Si tratta delle ipotesi di cd. indegnità, che si verificano quando un soggetto ha commesso uno dei seguenti fatti (che richiedono un accertamento giudiziale, a seguito di ricorso proposto da chi vi ha interesse):

  • omicidio, consumato o tentato, dell'ereditando o di un suo stretto congiunto;
  • commissione, nei confronti di una o più di tali persone, di un delitto punibile con le norme sull'omicidio;
  • denuncia calunniosa delle persone medesime per un reato punibile con l'ergastolo o con la reclusione per almeno tre anni ovvero falsa testimonianza ai loro danni;
  • forzatura della volontà testamentaria, con violenza e dolo;
  • distruzione, falsificazione, alterazione o occultamento del testamento del de cuius.
E' indegno, poi, chi sia decaduto dalla responsabilità genitoriale nei confronti del defunto, se, alla data di apertura della successione, non vi è stata reintegra nella responsabilità medesima.

Aggiornamento: ottobre 2019
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