Shrinkflation è ormai diventato un fenomeno globale, usato da molte aziende per camuffare l'aumento dei prezzi

Shrinkflation, di cosa si tratta

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Il prezzo di un prodotto resta uguale (nella peggiore delle ipotesi aumenta di poco) ma quantità del prodotto nella stessa confezione è più piccola: ecco la shrinkflation. Si tratta di un espediente che sta portando alle aziende grandi guadagni, ma che danneggia le tasche dei consumatori. Come rileva l'Istat nel nostro paese, la pratica di rimpicciolire le confezioni, senza ridurre i prezzi, riguarda soprattutto generi alimentari e prodotti come: zucchero, confetture, miele, cioccolato e dolciumi.

Shrinkflation, come smascherare l'inflazione

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Shrinkflation non è altro che un aumento dei prezzi, un'inflazione mascherata. Il termine deriva dall'unione di shrink, che vuol dire "restringere", e appunto inflation, inflazione. Shrinkflation è ormai diventato un fenomeno globale, usato da molte aziende per camuffare l'aumento dei prezzi. Sul social Reddit i consumatori hanno aperto un canale appositamente dedicato a questo effetto. Sugli scaffali ci sono sempre le stesse confezioni, a volte delle medesime dimensioni e vendute allo stesso prezzo, la quantità venduta è minore, rispetto a prima. Dividendo il prezzo per la quantità di prodotto, ci si accorge che si sta pagando un prezzo superiore rispetto a prima.

Shrinkflation, le denunce dei consumatori

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Una situazione denunciata dai consumatori che ha portato Codacons a presentare, nei giorni scorsi, un esposto a 104 Procure e Antitrust di tutta Italia. L'associazione dei consumatori chiede l'apertura di indagini sul territorio affinché si verifichi se «la prassi avviata dai produttori e tesa a ridurre le quantità dei prodotti venduti ai consumatori senza ridurre il prezzo delle confezioni, possa costituire fattispecie penalmente rilevanti, dalla truffa alla pratica commerciale scorretta». Gli ultimi casi di shrinkflation sono stati registrati nel periodo pasquale, quando, come riferito da Codacons «Il peso di alcune colombe è passato magicamente da 1 chilo dello scorso anno ai 750 grammi del 2022, mantenendo intatti prezzo e confezioni». L'associazione ha chiesto inoltre all'Autorità per la concorrenza e alle magistrature di audire il presidente dell'Istat, nonché Mise, Mef, Federalimentare e le principali multinazionali italiane al fine di acquisire elementi su ciò che si sta verificando.


Foto: 123rf.com
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