L'Autorità stabilisce regole tecniche di implementazione per orientare gli operatori nella progettazione e attuazione dei sistemi di controllo parentale

Parental control, la consultazione pubblica

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È terminata qualche settimana fa la consultazione pubblica indetta da Agcom per l'adozione di Linee guida finalizzate per l'attuazione di"Sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio" (delibera 16/22/CONS del 20 gennaio 2022).

L'art. 7-bis - ricorda il Sole 24 Ore - obbliga gli operatori, nei contratti di fornitura nei servizi di comunicazione elettronica, a pre-attivare gratuitamente sistemi di controllo parentale ovvero di filtro di contenuti inappropriati per i minori e di blocco di contenuti riservati ad un pubblico maggiorenne. I servizi saranno disattivabili solo su richiesta del consumatore, titolare del contratto. La volontà di imporre questo plus ai fornitori di accesso a Internet (che cozza con le normative applicabili agli operatori che non controllano e non hanno responsabilità sulle informazioni che trasmettono) presenta una serie di problematiche che riguardano anche le regole tecniche proposte da Agcom nelle Linee guida oggetto di consultazione.

Linea guida parental control, ecco di cosa si tratta

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In sostanza Agcom fornisce delle regole tecniche di implementazione per orientare gli operatori nella progettazione e attuazione dei sistemi di controllo parentale. La classificazione e l'individuazione dei contenuti per i quali deve essere pre-attivato un blocco/filtro saranno, invece, rimesse ad altro e separato procedimento.

E inoltre stabilito che i sistemi di controllo parentale dovranno essere pre-attivati su tutte le nuove linee, mentre su quelle già attive solo laddove il contratto sia intestato a un utente minorenne. Saranno disattivabili su richiesta del titolare del contratto (ovvero, se minorenne, da parte del soggetto che ne esercita la responsabilità genitoriale).

Per tutte le altre linee già attive, il servizio verrà messo a disposizione e gli utenti potranno decidere se attivarlo o meno.

Gli obblighi di implementazione variano in base all'ampiezza della customer base degli operatori e prevedono come funzionalità minima che tutti devono garantire il blocco tramite i resolver DNS forniti dagli ISP, che dovranno reindirizzare le richieste relative a domini associati alla presenza di contenuti oggetto di filtro su una "stop page" appositamente predisposta per informare gli utenti del sistema di protezione in atto.

i soggetti maggiorenni potranno accedere a un'interfaccia utente di facile utilizzo per configurare, attivare o disattivare il filtro in tempo reale. Infine, i sistemi di parental control dovranno essere forniti gratuitamente, senza costi di attivazione, disattivazione o funzionamento. Gli ISP dovranno darne adeguata pubblicità e dovranno fornire un servizio di assistenza gratuita, anche tramite call center con operatore umano.

Obblighi per gli operatori

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Ulteriori obblighi riguardano, invece, solo gli operatori che hanno tra 10.000 e 100.000 linee dati attive (fascia B) e coloro che hanno almeno 100.000 linee dati attive (fascia A). Tutti gli altri operatori, invece, appartengono alla fascia C. Gli ISP delle prime due fasce dovranno a permettere lo sblocco temporaneo del sito richiesto direttamente dalla stop page frutto del reindirizzamento, da parte del titolare del contratto o, se minorenne, da parte di chi ne esercita la responsabilità genitoriale, nonché la possibilità di creare black list e white list personalizzate, in modo da indicare i siti web che, rispettivamente, saranno sempre bloccati e sempre consentiti.

Ancora, operatori di fascia A dovranno anche permettere la configurabilità dei sistemi di controllo parentale per fasce orarie e con la possibilità di memorizzazione dei siti visitati e implementare il sistema di reindirizzamento DNS in modo da impedire l'aggiramento del blocco da parte di utenti che utilizzano DNS propri o forniti da terzi.

Nello specifico è stabilita l'implementazione di filtri basati sugli indirizzi IP, il blocco di quelle funzionalità del terminale che consentono all'utente di utilizzare servizi DNS di altri soggetti, o servizi DNS di tipo DoT (DNS-over-TLS) e DoH (DNS-over-HTTPS). Prevista anche la fornitura di applicativi installabili dall'utente sui propri dispositivi per consentire il filtraggio dei singoli contenuti.


Foto: 123rf.com
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