Il Consiglio di Stato consente l'integrazione documentale a tutela dell'interesse pubblico alla selezione del miglior candidato
giudice donna che tiene martello in un processo

Avv. Francesca Pietropaolo - Il Consiglio di Stato ribadisce che l'esito dei concorsi non può essere alterato da errori meramente materiali, emendabili attraverso il c.d. "dovere di soccorso". Contestualmente alla tutela di chi si trova sottoposto ai poteri amministrativi, v'è quella di non consentire l'esclusione di un candidato meritevole per una mancanza facilmente emendabile, in caso diverso cagionandosi un danno «prima ancora che all'interesse privato a quello pubblico, considerata la rilevanza esiziale della corretta selezione dei dipendenti pubblici per il buon andamento dell'attività della pubblica amministrazione (art. 97 Cost.)».

Errore materiale concorso pubblico

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La decisione in concreto riguarda il concorso di un Comune per l'assunzione di agenti di Polizia municipale, nell'ambito del quale una candidata aveva in particolare omesso di indicare la votazione conseguita tramite il titolo di studio, il cui possesso era comunque indicato nel relativo curriculum.

Con la sentenza n. 7975/2019 (sotto allegata), il Consiglio di Stato ha stabilito che gli esaminatori avrebbero dovuto chiedere i necessari chiarimenti acquisendo il dato mancante, perché se fosse stata acquisita la votazione conseguita la ricorrente avrebbe potuto conseguire un punteggio superiore in forza del criterio di assegnazione dei punti previsto dal bando.

I compiti del responsabile del procedimento

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L'art. 6 della L. 241/1990 ha infatti introdotto tra i compiti del responsabile del procedimento non solo la valutazione ai fini istruttori delle condizioni di ammissibilità, ma anche l'accertamento d'ufficio dei fatti, con la possibilità di chiedere il rilascio e la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete, da esperire anche tramite accertamenti tecnici, ispezioni e ordini di esibizioni documentali, per regolarizzare o integrare una documentazione carente.

Il soccorso istruttorio, beninteso, non consente la correzione di tutti gli errori commessi dal privato ma solo l'integrazione documentale.

Portata e limiti del soccorso istruttorio

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Il principio ha portata generale e pertanto trova applicazione non solo in tema di appalti ma anche nelle procedure concorsuali, rendendosi obbligatorio quando è funzionale a regolarizzare i documenti, purché sia rispettata la par condicio tra i vari concorrenti, purché cioè non produca vantaggi a danno degli altri candidati.

La distinzione non è da poco, perché dovendosi contestualmente garantire la condizioni di parità tra i concorrenti sarebbe illegittimo disporre il soccorso istruttorio in radicale carenza di un requisito di partecipazione, come sarebbe un titolo integralmente non indicato.

Tuttavia, se il candidato abbia tempisticamente allegato il titolo valutabile in sede concorsuale, risulta obbligatorio il soccorso per consentirne la valutazione stessa.

Il limite dell'attivazione del soccorso istruttorio viene quindi a coincidere con la mancata allegazione di un requisito di partecipazione, nondimeno in presenza di tale allegazione il soccorso va attivato.

Nel caso di specie, allegato il titolo di studio residuava unicamente una incertezza superabile rispetto al relativo voto di laurea, risolvibile con la richiesta di chiarimenti visto che il voto conseguito era necessario all'assegnazione del punteggio e al corretto svolgimento del concorso.

Avv. Francesca Pietropaolo

legale.pietropaolo@gmail.com

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Foto: 123rf.com
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