Il decreto interministeriale per l'allargamento della misura Resto al Sud anche ai professionisti deve ancora essere trasmesso al Consiglio di Stato per un parere
uomo che deve scegliere direzione tra nord e sud

di Gabriella Lax - L'estensione della platea dei beneficiari per "Resto al Sud" per il sostegno alla nascita di nuove imprese nel Mezzogiorno del Paese stenta decollare, considerando i tempi tecnici necessari.

Resto al Sud "allargato" ai professionisti, un decollo che stenta

Resto al Sud per gli under 46 del Mezzogiorno e quindi residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia senza un rapporto di lavoro a tempo indeterminato e che non abbiano la titolarità di un'attività di impresa in esercizio.

La legge di Bilancio 2019 ha esteso la platea dei beneficiari della misura Resto al Sud: quest'anno degli incentivi potranno beneficiare le attività libero professionali, nonché gli under 46, mentre il limite precedente era fissato a 36 anni non compiuti. Ma ancora il decreto interministeriale che contiene l'ampliamento ai professionisti, rivisto dal ministero guidato da Barbara Lezzi, ha ricevuto solo ora l'ok dal Mise e dal Mef e, a breve, passerà al Consiglio di Stato per il parere.

Il fatto è che potrebbero volerci fino a 45 giorni. Ma non basta. Poi ci sarebbe la fase attuativa, perché una volta ottenuto il "bollino" di Palazzo Spada, servirà una circolare per disciplinare tempi e modi per la presentazione della domanda.

Ed è un peccato perché, come riporta il Sole 24 Ore, i numeri sono buoni: dal 15 gennaio 2018 al 31 marzo scorso 17.158 domande, di cui presentate e perfezionate 6.795 e in via di compilazione 10.363. Dal punto di vista economico sono circa 446 milioni di investimenti potenziali per 211 milioni di agevolazioni.

Ecco le domande approvate: 2.587 progetti per 81 milioni di agevolazioni. Gli incentivi, lo ricordiamo, riguardano l'avvio di iniziative imprenditoriali per: produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura; fornitura di servizi alle imprese e alle persone; turismo. Ricomprese nel calderone anche le spese per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l'acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all'avvio dell'attività.

Leggi anche Resto al Sud: il manuale per l'uso

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Foto: 123rf.com
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