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Chi è il Cyberbullo?

Analisi della personalità del cyberbullo: come può essere definito, qual è il suo profilo e il ruolo di famiglia e genitori nella lotta al cyberbullismo
bullo che mostra un pugno

di Valeria Zeppilli - Il cyberbullismo è un fenomeno che consiste in aggressioni, pressioni, molestie, ricatti, ingiurie, denigrazioni e altri comportamenti simili posti in essere continuativamente da un soggetto in danno di minorenni attraverso il web e altri strumenti telematici.

È un fenomeno che, purtroppo, si sta ampiamente diffondendo negli ultimi anni, con riflessi molto preoccupanti.

Per comprenderne l'esatta portata, occorre soffermarsi ad analizzare il responsabile del cyberbullismo, chiedendosi: chi è il cyberbullo?

Indice:

  1. Come definire un cyberbullo
  2. Profilo del cyberbullo
  3. Inconsapevolezza del cyberbullo
  4. Il pubblico del cyberbullo

Come definire un cyberbullo

Il cyberbullo può essere definito come un soggetto, normalmente di età compresa tra i 10 e i 16 anni (ma che può essere anche più grande o più piccolo), che utilizza il web, con il quale ha particolare dimestichezza, per prendersela con i più deboli, attaccandoli o insultandoli.

Generalmente, il cyberbullo, rispetto al bullo, è un soggetto che nella vita reale può anche sembrare "innocuo", ma che dietro lo schermo del computer perde tutti i propri freni inibitori e si lascia andare a comportamenti bullizzanti che al di fuori della realtà telematica non ha il "coraggio di compiere".

Profilo del cyberbullo

Non sempre è facile risalire al cyberbullo, in quanto generalmente egli utilizza un profilo web falso, così perdendo tutti i freni inibitori. In alcuni contesti, il profilo falso cede il passo all'assoluto anonimato.

Inconsapevolezza del cyberbullo

Le conseguenze del cyberbullismo sulla psicologia e sulla vita sociale delle vittime possono essere molto gravi tanto da rischiare di condurre addirittura al suicidio, nei casi più disperati e quando a essere colpiti sono i più deboli e fragili.

Tuttavia, per il cyberbullo il comportamento tenuto nei confronti dei giovani presi di mira è quasi la normalità: egli, il più delle volte e soprattutto quando la sua età è bassa, vive nell'assoluta inconsapevolezza della gravità delle proprie azioni e del peso che possono avere le sue parole. Circostanza che il mondo virtuale non fa altro che esacerbare.

Il pubblico del cyberbullo

Da sempre il bullismo esige la presenza di un pubblico, che assiste al comportamento del bullo sostenendolo e incitandolo.

La presenza del pubblico è richiesta anche dal cyberbullo, che, anzi, può "esibirsi" di fronte a una platea ancora più ampia, potenzialmente infinita, che è quella del web.

Per questo motivo, il cyberbullo si sente sempre più incitato e può entrare in un vortice in cui conquista consenso a scapito dei più deboli e dal quale riesce difficilmente a uscire.

Il ruolo delle famiglie e delle scuole diviene quindi fondamentale e il compito da svolgere ancora più arduo, se consideriamo che nel mondo attuale primeggiano dei modelli che si fondano sulla popolarità e sull'approvazione da parte dei social e che rischiano quindi di rendere davvero difficile allontanare il cyberbullo dalla "fama" che sulla rete può derivargli dai suoi comportamenti bullizzanti. Il primo passo da compiere è quindi quello di proporre dei "contromodelli" che insegnino i veri valori sui quali costruire la propria esistenza.

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Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(08/02/2019 - Valeria Zeppilli)

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