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Su Skype i colloqui tra detenuti e familiari

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A stabilirlo una circolare del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria dopo i progetti pilota partiti in alcuni istituti del Paese
Carcerato dietro le sbarre

di Gabriella Lax - Si potranno svolgere su Skype i colloqui tra detenuti e familiari. Lo chiarisce una circolare del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap) dopo aver valutato l'esperienza dei progetti-pilota avviati in alcuni istituti.

Colloqui tra detenuti e familiari via Skype

Considerato l'esito positivo dell'esperimento, il Dap ha deciso di estendere su larga scala l'installazione e l'utilizzo della piattaforma di telecomunicazioni. L'obiettivo delle videochiamate tramite Skype è quello di facilitare le relazioni familiari dei detenuti e garantire le loro esigenze affettive. La tecnologia viene incontro in un luogo in cui coltivare le relazioni affettive con l'esterno risulta a tratti difficile, ad esempio nel caso di lunghe distanze. Oggi, grazie ai collegamenti internet, i detenuti potranno avere contatti più agevoli con figli, genitori o coniugi. Una nota positiva soprattutto per i bambini che hanno genitori in carcere con i quali potranno avere contatti audio-visivi rimanendo in casa. Come ribadiscono dal ministero della Giustizia, la circolare stabilisce che non tutti i detenuti potranno beneficiare di questa possibilità: accanto alla finalità affettiva risulta fondamentale, infatti, che tutto si svolga nella massima sicurezza.

Ma come si svolgeranno i colloqui su Skype?

Per garantire sicurezza e riservatezza, i colloqui si svolgeranno sempre sotto il controllo visivo del personale della polizia penitenziaria che da una postazione remota potrà visualizzare le immagini che appaiono sul monitor del computer usato dal detenuto. In caso di comportamenti non corretti del detenuto o dei familiari, il video collegamento verrà interrotto immediatamente con conseguente preclusione del servizio.

(31/01/2019 - Gabriella Lax)
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