Excusatio non petita accusatio manifesta
Avv. Valeria Zeppilli |

Excusatio non petita accusatio manifesta

Excusatio non petita accusatio manifesta significa letteralmente "scusa non richiesta, accusa manifesta". Vediamo come rileva nel diritto la locuzione latina
La locuzione latina excusatio non petita accusatio manifesta, traducibile in "scusa non richiesta, accusa manifesta", significa che non serve scusarsi se non si ha nulla di cui giustificarsi. Ecco come rileva nel diritto

Excusatio non petita accusatio manifesta: quale significato nel diritto

La locuzione latina excusatio non petita accusatio manifesta, traducibile letteralmente in "scusa non richiesta, accusa manifesta", sta a significare che se non si ha nulla di cui ci si deve giustificare non occorre scusarsi. L'equivalente proverbiale italiano è "Chi si scusa si accusa".

Anche se siamo soliti collegare l'utilizzo di espressioni latine al mondo del diritto, non si tratta in realtà di una regola e non tutte le locuzioni di tal genere possono essere considerate dei brocardi.

Tra queste rientra proprio l'espressione "excusatio non petita, accusatio manifesta": nonostante il latino e nonostante il termine "accusa", si tratta di un'espressione che non ha nulla a che fare con il diritto positivo e che, quindi, è utilizzata più nel linguaggio comune che in quello tecnico.

Tuttavia, affannarsi a giustificare la propria condotta quando non è richiesto può essere interpretato come un indice del fatto che si ha qualcosa da nascondere ...

Ed in effetti, anche la Cassazione, in più occasioni, ha fatto riferimento alla locuzione latina, ravvisando nelle precisazioni e/o affermazioni delle parti in causa "il sapore di una excusatio non petita...".

Vedi in tal senso:

- Cassazione penale n. 13837/2020

- Cassazione penale n. 21071/2018

- Cassazione penale n. 18150/2018

- Cassazione penale n. 15204/2018

- Cassazione penale n. 53284/2017



Avv. Valeria Zeppilli

Avv. Valeria Zeppilli

Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi – Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università “G. D'Annunzio” di Chieti – Pescara.


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