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Excusatio non petita accusatio manifesta

La locuzione latina excusatio non petita accusatio manifesta, al contrario di quanto possa sembrare, non ha connessioni con il diritto positivo
dubbio interrogativo smorfia perplesso

di Valeria Zeppilli -La locuzione latina excusatio non petita accusatio manifesta, traducibile letteralmente in "scusa non richiesta, accusa manifesta", sta a significare che se non si ha nulla di cui ci si deve giustificare non occorre scusarsi. L'equivalente proverbiale italiano è "Chi si scusa si accusa".

Nessun significato nel diritto positivo

Sebbene siamo soliti collegare l'utilizzo di espressioni latine al mondo del diritto, non si tratta in realtà di una regola e non tutte le locuzioni di tal genere possono essere considerate dei brocardi.

Tra queste rientra proprio l'espressione "excusatio non petita, accusatio manifesta": nonostante il latino e nonostante il termine "accusa", si tratta di un'espressione che non ha nulla a che fare con il diritto positivo e che, quindi, è utilizzata nel linguaggio comune e non in quello tecnico.

I veri brocardi

Possono essere definiti brocardi, infatti, le espressioni latine che hanno una valenza normativa e il cui senso è in qualche modo accolto da disposizioni di legge in vigore.

Ad esempio, sono brocardi le seguenti espressioni:

- "cuius commoda eius et incommoda", che letteralmente vuol dire "a colui che ha vantaggi spettano anche gli svantaggi" e che si pone alla base di norme quali quelle di cui all'articolo 2049 c.c., che disciplina la responsabilità di padroni e committenti, o di cui all'articolo 2052 c.c., che disciplina la responsabilità per il danno cagionato da animali;

- "ius corrigendi", che è il diritto di correggere e che rileva nell'ambito dell'articolo 571 c.p., che punisce penalmente l'abuso dei mezzi di correzione;

- "qui iure suo utitur neminem laedit", che letteralmente significa "chi esercita un proprio diritto non fa male a nessuno" e che ha connessioni, tra le altre norme, con quelle che sanciscono la libertà di pensiero e il diritto di cronaca, di cui all'articolo 21 della Costituzione.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(31/01/2019 - Valeria Zeppilli)

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