Nel caso in cui una persona decede per un fatto illecito di altri, i congiunti possono agire in giudizio e chiedere il ristoro dei danni subiti
Avv. Francesco Pandolfi- Spesso si sente parlare dei prossimi congiunti, magari in situazioni non proprio serene quali quelle, ad esempio, attinenti a vicende dove una vita viene persa e si sprofonda in un dramma familiare.


I diritti dei prossimi congiunti

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Questa particolare categoria di soggetti ha una collocazione specifica all'interno dell'Ordinamento giuridico, che riconosce loro aspettative e diritti di tipo risarcitorio al venir meno di un congiunto (pensiamo alle circostanze dove un dipendente perde purtroppo la vita in occasione di lavoro, ma gli esempi potrebbero essere tanti).

Per i prossimi congiunti della persona deceduta per causa di un fatto illecito altrui, le norme prevedono la possibilità di chiedere il risarcimento dei danni con due distinte modalità.

Vediamole in estrema sintesi.

Risarcimento danni iure proprio

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La pretesa risarcitoria può far perno sul patrimonio dei congiunti.

Questa prima modalità della richiesta di risarcimento del danno tende ad ottenere la riparazione dell'offesa arrecata al loro patrimonio materiale o morale: in questo caso, la loro qualità di eredi resta irrilevante.

Risarcimento danni iure ereditario

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Per mezzo di questa distinta modalità di richiesta risarcitoria, i prossimi congiunti propongono invece la domanda risarcitoria avendo come fine quello di far valere la loro qualità di eredi e nei limiti della relativa quota.

Il tutto per conseguire la riparazione dei danni sofferti in vita dal defunto, facendo valere il diritto al risarcimento già entrato a far parte del patrimonio di quest'ultimo.


Come si capisce quale domanda è stata proposta

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Nel caso in cui in giudizio venga proposta una domanda o l'altra, oppure vengano proposte entrambe, non importa tanto come le parti le abbiano descritte, rappresentate o spiegate.

Ciò che è veramente importante per l'identificazione della sussistenza dell'una o dell'altra ipotesi, o del cumulo delle due domande, è la valutazione del giudice.

Niente altro.

Il caso concreto

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Purtroppo gli archivi degli studi legali e delle cancellerie dei tribunali italiani contengono un'elevata quantità di sentenze in questa delicata materia, di primo grado e di appello.

Uno di questi casi è, ad esempio, quello in cui la famiglia del lavoratore (moglie e figli) agisce in giudizio e chiede al datore di lavoro il risarcimento in quanto, durante lo svolgimento del rapporto lavorativo il dipendente contrae una malattia tumorale a causa dell'esposizione ad agenti chimici altamente nocivi.

Assistenza legale

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Diciamolo chiaramente: nessuno si vorrebbe trovare in una situazione del genere.

Eppure, al verificarsi di circostanze problematiche e drammatiche come quelle dell'esempio fatto, emerge la necessità di avvicinarsi da un legale che sappia guidare la famiglia verso il risarcimento.

Una materia così complessa e delicata esige la presenza di difensori qualificati.


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Francesco Pandolfi
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Si occupa principalmente di Diritto Militare in ambito amministrativo, penale, civile e disciplinare ed и autore di numerose pubblicazioni in materia.
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