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Lo Spread

Che cos'è lo spread, perché aumenta e diminuisce, per quale motivo è importante che resti basso e quali sono le conseguenze sull'economia se sale troppo
analisi di mercato finanziario con borsa e spread in salita

di Annamaria Villafrate - In questi giorni di profonda instabilità politica del paese, dopo la decisione di Mattarella di rifiutare il contratto Lega- M5S, si torna a parlare di spread, ossia il differenziale di rendimento tra BTP e gli equivalenti BUND tedeschi, il cui valore è condizionato dal comportamento degli investitori nei mercati secondari.

Se lo spread è basso, c'è fiducia nei titoli di Stato, se aumenta no, con effetti negativi sul debito pubblico, il risparmio, il credito e i consumi.

Cerchiamo quindi di capire che cos'è lo spread, che cosa ne provoca l'aumento e la diminuzione e quali sono le ripercussioni sull'economia se il suo valore sale troppo:

  1. Spread: che cos'è
  2. Spread: perché aumenta e diminuisce
  3. Spread: perché è importante che resti basso
  4. Spread alto: le conseguenze sull'economia

Spread: che cos'è

Spread significa "divario". Nel linguaggio economico indica la differenza di rendimento tra i titoli di Stato italiani (in particolare i BTP ossia i Buoni del tesoro pluriennali) e gli stessi titoli pubblici tedeschi, ossia i BUND. Il raffronto avviene con i titoli tedeschi e tra buoni a lungo termine perché:

  • l'economia della Germania è da sempre considerata forte e affidabile;
  • perché i titoli statali a lungo termine sono quelli che consentono di investire senza troppi rischi.

Spread: perché aumenta e diminuisce

Il valore dello spread dipende dai movimenti di acquisto e di vendita sul mercato obbligazionario secondario. Nel momento in cui gli investitori non hanno fiducia nei titoli obbligazionari di uno Stato, a causa dell'instabilità politico economica di quest'ultimo, tenderanno a venderli sul mercato secondario, ossia quello dei titoli già emessi e in circolazione. Per renderli più appetibili agli investitori però sarà necessario diminuirne il prezzo e offrire un tasso di rendimento più elevato, con conseguente aumento dello spread. Questo comporta che, se il Paese deve emettere nuovi titoli per finanziarsi, sarà costretto ad adeguarsi ai valori del mercato secondario, ossia vendere a basso costo con tassi di rendimento elevati. Nel momento in cui invece uno Stato è stabile, gli investitori saranno tranquilli e non tenderanno a sbarazzarsi dei suoi titoli. In questo caso lo spread resterà stabile o diminuirà.

Spread: perché è importante che resti basso

Il valore dello spread è uno dei fattori da cui è possibile determinare lo stato di salute economica di un Paese. In uno Stato stabile i titoli pubblici, pur garantendo rendimenti (tassi di interessi) più bassi agli investitori, risultano decisamente più sicuri. Per questo, più il divario (spread) tra BTP italiani e BUND tedeschi è alto, più investire nei titoli italiani e quindi "prestare" soldi all'Italia risulta rischioso.

Spread alto: le conseguenze sull'economia

Gli effetti sull'intero sistema economico di uno spread elevato sono i seguenti:

  • aumento del debito pubblico: questo perché l'innalzamento dello spread provoca quello dei tassi di interesse dei BTP che lo Stato è costretto a pagare. Uno Stato che deve pagare interessi elevati agli investitori ha meno denaro da spendere per i servizi pubblici dei cittadini, per soddisfare i quali è costretto a indebitarsi ulteriormente, dando vita ad un aumento del suo debito, difficile da ripianare;
  • crisi delle banche: perché sono quelle che possiedono più BTP. Uno spread elevato costringe infatti anche le banche ad innalzare i tassi di interesse dei titoli divenuti " rischiosi", per attirare gli investitori;
  • difficoltà di accesso al credito: l'innalzamento dei tassi di rendimento dei BTP costringe le banche a innalzare gli interessi di mutui e finanziamenti, per pagare gli investitori. Risparmiatori, imprese e privati hanno quindi più difficoltà ad accedere al credito, per l'aumento dei tassi di interesse da rimborsare;
  • diminuzione dei consumi: in un sistema in cui le banche possono fare credito a imprese e privati a costi elevati è logico che, più soldi si devono alle banche, meno se ne hanno in tasca per spendere in consumi e far girare l'economia.

(31/05/2018 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com

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