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Gli statali si ammalano meno

Fioccano i risultati dopo il giro di vite dello Stato nei confronti degli assenteisti. Si registra una riduzione del 10,6% in un anno dei giorni di malattia e la diminuzione dei certificati medici
medico fiscale mostra due dita verso occhi

di Gabriella Lax - Paga il giro di vite messo a punto dallo Stato contro gli assenteisti. A testimoniarlo sono i numeri emersi da una indagine sul lavoro pubblico, presentata da FPA, società del gruppo Digital360, al convegno di apertura di Forum Pa 2018.

Gli statali si ammalano meno, i numeri lo testimoniano

I numeri, come riporta Adnkronos, raccontano di una riduzione del 10,6% in un anno dei giorni di malattia e la diminuzione dei certificati medici (da 7 ogni 10 lavoratori del 2016 ai 6 certificati ogni 10 del 2017). Diminuiscono soprattutto le assenze brevi di un giorno; ed è in calo, di ben 4 punti, la percentuale di lavoratori con almeno un giorno di malattia sul totale (dal 33% del 2016 al 29% del 2017).

Per quanto riguarda i provvedimenti disciplinari invece: 40 i licenziamenti avviati secondo la norma introdotta con la riforma Madia, considerando che nel 2017 complessivamente nella Pa sono stati licenziate 324 persone, il 62,8% in più rispetto 5 anni prima, di cui quasi metà per assenze.

Sempre nel corso del convegno sono emersi i numeri che riguardano il cosiddetto "lavoro agile": con 4.210 dipendenti pubblici che operano in telelavoro (800 in più in un anno), per lo più negli enti locali; inoltre il 5% delle pubbliche amministrazioni ha progetti strutturati di smart working, ancora il 4% lo pratica informalmente e quasi il 48% è interessata ad una prossima introduzione.

Nessun grande cambiamento nel complesso. I dipendenti pubblici italiani sono 3,2 milioni, ancora in calo se si considera che gli effetti dei piani di assunzione si potranno vedere nel corso dell'anno in corso, con 246 mila persone uscite e non rimpiazzate dal 2008.

Fotografia della P.A.: sempre più precari e personale anziano

La fotografia della pubblica amministrazione italiana non è incoraggiante: in primis per 70% in meno di dipendenti rispetto alla Germania, il 65% rispetto all'Inghilterra e il 60% della Francia. I nuovi dipendenti sono appena 64 mila; mentre aumenta il numero dei precari, 314mila, con 25.000 unità in più rispetto al 2015. Ancora peggio se si sposta il discorso sull'anzianità: il personale è vecchio, con un'età media di 50,34 anni che cresce di 6 mesi ogni anno, oltre 450.000 over 60, per il 62% costituito da diplomati, che fa sempre meno formazione (6/7 ore di media ogni anno). Lo stipendio medio all'anno è di 34.500 euro, quasi invariato rispetto al 2009, con molte differenze tra i comparti, dai 138 mila euro della magistratura ai 28,4 mila del personale della scuola. Ma la spesa per la collettività si riduce con 160 miliardi di euro il costo per tutto il personale della Pa, 10 miliardi in meno rispetto al 2009, un risparmio che porta l'Italia in linea con i principali Paesi europei. Ogni italiano spende per il lavoro dei dipendenti pubblici 2.632 euro l'anno.

(26/05/2018 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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