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Ricercatori precari: arriva la circolare

Una circolare potrebbe correggere l'ostacolo che si frappone all'accesso al posto fisso per 2mila ricercatori. L'annuncio della ministra Madia sui social
parola job su sfondo arancione

di Gabriella Lax - Stabilizzazioni di oltre 2mila ricercatori precari con una spada di Damocle che pende sulle loro teste. L'ostacolo è in una riga contenuta in una circolare di gennaio che regola l'accesso al posto fisso. Imminente potrebbe essere una nuova circolare in grado di correggere la riga ostativa e riaprire la corsa verso le assunzioni stabili, abbracciando le aspettative di tanti.

Una circolare per le assunzioni di 2mila ricercatori precari

La promessa della nuova circolare arriva, come riporta il Sole 24 Ore, dal ministro Marianna Madia che, sui social ha promesso la correzione ad un ricercatore precario dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Facendo un passo indietro, il problema nasce dalla maxi-stabilizzazione prevista nella riforma 2017 del pubblico impiego a chi ha maturato come precario in una Pa almeno tre anni di anzianità negli ultimi otto anni. La circolare con cui il ministero della Funzione pubblica (dopo alcuni passaggi con la Corte dei conti) ha evidenziato le regole operative per le stabilizzazioni, ha anche specificato che «il trattamento economico accessorio graverà esclusivamente sul fondo calcolato ai sensi della normativa vigente». Ed è questa la riga della discordia poiché si riferisce al fondo che in ogni amministrazione serve a finanziare le parti di stipendio aggiunte alla base nazionale (il cosiddetto "tabellare"): fondo che, «ai sensi della normativa vigente», al momento non può superare i livelli raggiunti nel 2016. I posti a termine dei ricercatori vengono finanziati singoli progetti, rispetto alle buste paga pubbliche. La stessa Funzione pubblica, nella circolare di gennaio, spiegava che la stabilizzazione riguarda agli assegnisti di ricerca. Nel caso in cui però gli stessi dovessero divenire stabili perderebbero il collegamento con le risorse legate ai progetti, e i loro stipendi andrebbero finanziati con i fondi ordinari: un cane che si morde la coda dunque perché i fondi ordinari non possono aumentare rispetto al 2016, quindi la stessa somma andrebbe divisa fra più persone.

La risposta che potrebbe riaprire più rosei scenari per i ricercatori è attesa a momenti, come annunciato dalla Madia, in una nuova circolare, da ultimare insieme al ministero dell'Economia e al Miur «nel più breve tempo possibile».

(27/03/2018 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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