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Il conto corrente per minorenni

Disciplina e regole per l'apertura di un conto corrente per i minori degli anni diciotto
ragazzina con carta di credito in mano

Avv. Daniele Paolanti - Sono numerosi oggi gli istituti di credito che offrono la possibilità a minorenni di essere titolari di un conto corrente. Infatti potrebbe capitare che i genitori decidano di investire delle somme che sono state donate ai propri figli per tenerle distinte dalle proprie. I conti correnti per minorenni di solito presentano delle caratteristiche peculiari e variano in base alle fasce d'età, tra zero e dodici anni e fino a diciassette anni. Per i titolari fino a dodici anni, comunque, giova precisare come nella prassi si sia soliti parlare più che di conto corrente di libretti di risparmio, che non comprendono costi di apertura né di mantenimento, non consentono il compimento delle operazioni che di solito possono essere effettuate a mezzo di conto corrente ed hanno, in base alla consistenza, un tasso di interesse variabile dall'1% ed il 3%. Per i minori fino a 17 anni, invece, si parla di conto corrente che, sebbene presenti dei costi in misura ridotta rispetto ad un conto corrente ordinario, consente pagamenti e incassi, la disponibilità di una carta prepagata e la possibilità di ottenere finanziamenti per l'acquisto di beni. Non si dimentichi tuttavia, come in materia di rappresentanza e amministrazione del patrimonio dei figli minori, trovi applicazione l'art. 320 c.c. il cui comma 1 così dispone: "I genitori congiuntamente, o quello di essi che esercita in via esclusiva la potestà, rappresentano i figli nati e nascituri, fino alla maggiore età o all'emancipazione, in tutti gli atti civili e ne amministrano i beni. Gli atti di ordinaria amministrazione, esclusi i contratti con i quali si concedono o si acquistano diritti personali di godimento, possono essere compiuti disgiuntamente da ciascun genitore".

Perché aprire un conto intestato a un minore?

Le ragioni che possono indurre all'apertura di un conto corrente (o libretto di risparmio) intestato ad un minorenne sono molteplici. I genitori potrebbero infatti preferire che le somme de quibus siano destinate direttamente ai figli e quando costoro avranno raggiunto la maggiore età ed il discernimento potranno amministrare direttamente le loro sostanze. Le soluzioni che si prospettano ad un minore che intende aprire un conto sono diverse ma per lo più comprendono la possibilità di evitare costi (non si parla di somme consistenti il più delle volte dunque non si rivela necessario un vero investimento) ma se si ha la certezza che queste sostanze non venissero utilizzate si possono prediligere i cc.dd. conti deposito vincolati. Un conto di deposito è un conto con un'operatività piuttosto limitata (taluni lo chiamano anche conto di liquidità) che consente il compimento di alcune elementari operazioni, quali ad esempio versamenti e prelievi da e verso il conto di appoggio e il vincolo delle somme per un periodo di tempo determinato. Un conto di deposito è notevolmente diverso rispetto ad un conto corrente ordinario e molte delle operazioni che quest'ultimo comprende non possono essere effettuate su un conto di deposito. Su un conto di deposito non è possibile accreditare fonti di reddito come lo stipendio o la pensione, né effettuare versamenti o prelievi e non è possibile la domiciliazione delle bollette né pagamenti tramite bancomat o carta di credito. Un conto di deposito deve essere necessariamente correlato con un conto corrente ordinario e, tramite questo si possono effettuare operazioni classiche come il trasferimento di denaro dal conto corrente al conto di deposito. Ovviamente è possibile eseguire anche l'operazione inversa, ovvero il trasferimento di denaro dal conto di deposito al conto operativo (conto corrente).

Daniele PaolantiDaniele Paolanti - profilo e articoli
E-mail: daniele.paolanti@gmail.com Tel: 340.2900464
Vincitore del concorso di ammissione al Dottorato di Ricerca svolge attività di assistenza alla didattica.
(24/12/2016 - Avv.Daniele Paolanti)
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