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Raccomandata: i risarcimenti per la consegna in ritardo

Essi spettano, però, solo per i servizi per i quali è possibile determinare in modo certo i dati relativi alla spedizione, alla destinazione e alla consegna
Poste Italiane raccomandata

di Valeria Zeppilli - Se le Poste consegnano in ritardo una lettera raccomandata messa nelle loro mani è possibile ottenere il risarcimento del danno subito in conseguenza della loro lentezza. Lo stesso dicasi nel caso in cui la lettera arrivi a destinazione completamente rovinata o, ovviamente, nel caso in cui non arrivi mai al destinatario.

Del resto, alla base dell'affidamento di una lettera alle Poste vi è un vero e proprio negozio giuridico, riconducibile al contratto di spedizione, che viene stipulato nel momento in cui si paga il prezzo della raccomandata allo sportello, attestato dalla ricevuta di spedizione. È con queste operazioni, infatti, che si può dire che le volontà delle parti si incontrino.

La Carta dei servizi

Le condizioni che regolamentano il servizio, e quindi il contratto stipulato con l'invio della raccomandata, si trovano nella Carta dei servizi postali, ovverosia in un documento predisposto unilateralmente dalle Poste e disponibile sul sito web dell'azienda.

Se non si può o non si vuole utilizzare Internet, una copia cartacea della Carta può essere richiesta tramite call center.

Reclami

In caso di ritardo nella consegna o nelle altre ipotesi sopra viste è proprio a tale documento che occorrerà fare riferimento per capire come comportarsi, in particolare agli articoli 5 e 7.

Tra le ipotesi per le quali è possibile presentare reclamo, infatti, rientrano sia il ritardo nel recapito, che il mancato recapito, che, infine, il danneggiamento o la manomissione totali o parziali del plico.

Esso va presentato compilando il modulo presente presso tutti gli uffici postali e consegnandolo (unitamente alla prova della spedizione) allo sportello. È possibile anche inviarlo via p.e.c., via fax, online o via raccomandata indirizzata a: Poste Italiane, Casella postale 160 - 00144 Roma.

Non sempre, tuttavia, si ha diritto al ristoro.

Ristori

La Carta dei servizi, infatti, stabilisce che i rimborsi, gli indennizzi e i ristori spettano solo per i servizi per i quali è possibile determinare i dati relativi alla spedizione, alla destinazione e alla consegna in modo certo, in conformità sia alla legislazione nazionale vigente che alla Convenzione Postale Universale ratificata anche in Italia.

I requisiti che legittimano il ristoro e l'ammontare di questo, poi, variano a seconda del servizio al quale si accede.

Ad esempio, in caso di Raccomandata 1 il ristoro ammonta al 150% del costo di spedizione al netto dell'Iva e degli eventuali servizi accessori se il ritardo nel primo tentativo di recapito è compreso tra il terzo o (nel caso in cui i tempi previsti dal contratto sono maggiorati) il quarto e il quindicesimo giorno lavorativo successivo alla data di spedizione.

Il ritardo nel recapito oltre il quindicesimo giorno lavorativo successivo alla data di spedizione, invece, comporta un ristoro pari a cento euro, così come il mancato recapito o il danneggiamento o la manomissione totali o parziali.

Infine, se la spedizione torna al mittente e il servizio non è effettuato senza un giustificato motivo, il ristoro è pari al 150% del costo della spedizione, al netto dell'Iva e di eventuali servizi accessori.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(17/11/2016 - Valeria Zeppilli)

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