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L'obbligo di alcoltest all'uscita delle discoteche

Normativa di riferimento, caratteristiche dell'etilometro, rilevanza a fini sanzionatori
Uomo in stato di ebrezza fermato dalla polizia

di Valeria Zeppilli – Ormai da diversi anni in Italia vige l'obbligo, per determinati esercizi o soggetti, di dotarsi di un etilometro elettronico al fine di consentire agli avventori di valutare la loro effettiva capacità di mettersi alla guida.

La normativa di riferimento

A stabilire tale obbligo, più nel dettaglio, è l'articolo 54 della legge numero 120/2010, che ha modificato l'articolo 6 del decreto legislativo numero 117/2007.

Tale norma, infatti, sancisce che i titolari e i gestori degli esercizi muniti della licenza di cui all'articolo 86, commi 1 e 2, del Testo unico sulle leggi di pubblica sicurezza, compresi quelli in cui si svolgono spettacoli o altre forme di intrattenimento e svago, musicali o danzanti, devono collocare presso almeno un'uscita del locale, a disposizione dei clienti, un apparecchio di rilevazione del tasso alcolemico, di tipo precursore chimico o elettronico.

Al medesimo obbligo soggiace, più in generale, anche chiunque, in spazi o aree pubbliche o nei circoli, somministra bevande alcoliche o superalcoliche, quindi anche chi organizza sagre, fiere e manifestazioni varie all'aperto.

Tutti tali soggetti, inoltre, devono anche esporre, all'entrata, all'interno e all'uscita dei loro locali, delle apposite tabelle in cui siano descritti i sintomi correlati ai diversi livelli di concentrazione alcolemica nell'aria alveolare espirata e le quantità delle bevande alcoliche più comuni, idonee a superare il tasso alcolemico consentito per la guida in stato di ebbrezza.

In generale, comunque, l'obbligo vale solo se i locali interessati proseguano la loro attività oltre la mezzanotte.

La sanzione in caso di inadempimento è quella amministrativa compresa tra 300 euro e 1.200 euro.

Caratteristiche dell'etilometro

Come visto, la legge stabilisce che l'etilometro che i predetti locali devono esporre sia di tipo precursore chimico o elettronico e sia posizionato presso almeno un'uscita dal locale.

Esso, inoltre, deve essere a disposizione dei clienti, evidentemente in luogo accessibile a tutti: numerosi locali, infatti, sono stati sanzionati per il fatto di tenere gli apparecchi riposti in un cassetto.

Qualsiasi etilometro che rispetti tali requisiti può considerarsi a norma di legge.

Sul fatto che esso sia a disposizione dei clienti si precisa che da nessuna parte è prevista la sua gratuità, con la conseguenza che sono ammessi etilometri sia gratuiti che a pagamento.

L'importante è che il loro numero, se si tratta di apparecchi monouso, sia adeguato al numero di avventori del locale.

Rilevanza ai fini sanzionatori

Occorre a questo punto precisare che, ai fini sanzionatori, il tasso che rileva è solo quello accertato dalle forze dell'ordine.

Di conseguenza, nell'ipotesi in cui quest'ultimo superi il limite di tolleranza stabilito dal nostro ordinamento (che, si ricorda, coincide con 0,5 g/l) mentre quello accertato mediante gli apparecchi messi a disposizione dai locali no, tale ultima circostanza non potrà essere di per sé utilizzata dall'interessato come prova a sua difesa.


Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(24/04/2016 - Valeria Zeppilli)
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