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I buoni fruttiferi postali

Caratteristiche, tipologie e rendimento dei buoni fruttiferi postali, uno dei prodotti finanziari più amati dagli italiani
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di Valeria Zeppilli – I buoni fruttiferi postali sono dei prodotti finanziari che le Poste Italiane collocano sul mercato da oltre 90 anni, ovverosia dal 1924.

Recentemente essi, sempre "amati" dagli italiani, sono tornati abbastanza in voga, incentivati dalle crisi delle banche, dal crollo del prezzo del petrolio e dell'economia cinese e dalla riforma del bail in. I BPM, infatti, assicurano ai risparmiatori la possibilità di avere indietro in qualsiasi momento il capitale investito, eventualmente maggiorato degli interessi.

Buoni fruttiferi postali: le caratteristiche

I buoni fruttiferi postali sono emessi dalla Cassa depositi e prestiti e S.p.A. e sono garantiti dallo Stato italiano.

La loro sottoscrizione può essere fatta sia recandosi presso un qualsiasi ufficio postale che, in alcuni casi, anche direttamente da casa tramite internet.

Le tipologie di buoni fruttiferi postali disponibili sono diverse, anche nel rendimento, con lo scopo di soddisfare il maggior numero di risparmiatori e adeguarsi ai mutamenti di mercato. La forma con la quale si presentano è sia quella cartacea che quella dematerializzata.

Tipologie di BFP

Come accennato, i buoni fruttiferi postali non sono tutti uguali ma di essi esistono diverse tipologie.

Innanzitutto ci sono i BFP ordinari, con durata ventennale.

Poi ci sono i BFP 3x4 e BFP 4x4, che rispettivamente maturano interessi ogni tre o quattro anni e hanno una durata massima di 12 anni o 16 anni.

Ad essi si aggiungono i buoni fruttiferi postali indicizzati all'inflazione e quelli specifici per i giovani minorenni.

Infine, tra gli altri, non bisogna dimenticare i cd. Piani di risparmio, che, tuttavia, sono vincolati al possesso di un conto corrente BancoPosta o di un libretto di risparmio postale.

In nessun caso sono previste spese di sottoscrizione, rimborso o gestione, eccezion fatta per gli oneri di natura fiscale.

A tal proposito si sottolinea che i BFP, alla pari dei titoli di Stato, sono soggetti alla ritenuta fiscale del 12,50%. Se, tuttavia, il loro valore di rimborso non eccede i 5mila euro, essi sono esenti dall'imposta di bollo.

Rendimento dei buoni fruttiferi postali

Esaminando le condizioni pubblicate sul sito internet di Poste Italiane è possibile farsi un'idea anche su alcuni rendimenti dei BFP.

Per quelli ordinari, in particolare, il rendimento effettivo annuo lordo per le prime tre annualità è dello 0,15%. Se poi si mantiene il buono sino allo spirare della quinta annualità, il rendimento effettivo annuo è dello 0,21%, aumentato allo 0,45% se si arriva a dieci anni e all'1,6% alla fine del ventennio.

Il rendimento dei BFP 3x4, invece, va dallo 0,20% allo 0,80% annuo, mentre oscilla dallo 0,25% all'1% nei BFP 4x4.

Rendono leggermente di più i BFP 4x4 fedeltà e i BFP 4x4 risparmi nuovi.

In tempo di crisi non ci si poteva aspettare molto di più, specie da parte di buoni alla portata di pressoché tutti i cittadini.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(14/03/2016 - Valeria Zeppilli)
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