I buoni fruttiferi postali sono uno dei prodotti finanziari più amati dagli italiani. Vediamo quante tipologie di BFP esistono e quanto rendono
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Buoni fruttiferi postali: cosa sono

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I buoni fruttiferi postali sono dei prodotti finanziari che le Poste Italiane collocano sul mercato da quasi 100 anni, ovverosia dal 1924.

Recentemente essi, sempre "amati" dagli italiani, sono tornati abbastanza in voga, incentivati dalle crisi delle banche, dal crollo del prezzo del petrolio e dell'economia cinese e dalla riforma del bail in, visto che presentano grande "affidabilità", poiché sostanzialmente non presentano costi e danno la possibilità di avere indietro in ogni momento il capitale investito maggiorato degli interessi che maturano e aumentano anno dopo anno.

Buoni fruttiferi postali: come si sottoscrivono

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I buoni fruttiferi postali sono emessi dalla Cassa depositi e prestiti e S.p.A. e sono garantiti dallo Stato italiano.

La loro sottoscrizione può essere fatta sia recandosi presso un qualsiasi ufficio postale che, in alcuni casi, anche direttamente da casa tramite internet.

Le tipologie di buoni fruttiferi postali disponibili sono diverse, anche nel rendimento, con lo scopo di soddisfare il maggior numero di risparmiatori e adeguarsi ai mutamenti di mercato.

La forma con la quale si presentano è sia quella cartacea che quella dematerializzata.

Leggi anche: Poste: buoni fruttiferi e libretti diventano digitali

Tipologie di buoni fruttiferi postali

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Come accennato, i buoni fruttiferi postali non sono tutti uguali ma di essi esistono diverse tipologie.

Buoni fruttiferi postali ordinari e a tempo

Innanzitutto ci sono i BFP ordinari, con durata ventennale.

Poi ci sono i BFP 3x4 e BFP 4x4, che rispettivamente maturano interessi ogni tre o quattro anni e hanno una durata massima di 12 anni o 16 anni.

Ad essi si aggiungono i buoni fruttiferi "Obiettivo 65" e quelli specifici per i giovani minorenni.

Piani di risparmio

Infine, tra gli altri, non bisogna dimenticare i cd. Piani di risparmio, che, tuttavia, sono vincolati al possesso di un conto corrente BancoPosta o di un libretto di risparmio postale.

Nell'ambito di un piano di risparmio (in particolare del piano di risparmio risparmiosemplice) è possibile sottoscrivere il buono 4 anni risparmiosemplice.

Niente spese

In nessun caso sono previste spese di sottoscrizione, rimborso o gestione, eccezion fatta per gli oneri di natura fiscale.

Ritenuta fiscale e bollo

A tal proposito si sottolinea che i BFP, alla pari dei titoli di Stato, sono soggetti alla ritenuta fiscale del 12,50%. Se, tuttavia, il loro valore di rimborso non eccede i 5mila euro, essi sono esenti dall'imposta di bollo.

Buoni fruttiferi postali: quanto rendono

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Esaminando le condizioni pubblicate sul sito internet di Poste Italiane è possibile farsi un'idea anche su alcuni rendimenti dei BFP.

Per quelli ordinari, in particolare, il rendimento annuo lordo a scadenza è pari allo 0,30%; quello dei buoni 3x4 è pari allo 0,50%, mentre quello dei buoni 4x4 allo 0,75%.

Il buono 4 anni risparmiosemplice alla scadenza rende lo 0,25%, mentre per il buono dedicato ai minori è previsto un rendimento annuo lordo fino al 2,50%.

Infine, per il buono obiettivo 65 è prevista una rendita in 180 rate mensili fra i 65 e gli 80 anni.

Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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