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Inps e Cassazione: indennità di accompagnamento e indennità di frequenza

Alcune differenze tra i due istituti e alcuni casi di riconoscimento dell'indennità di accompagnamento


Avv. Francesco Pandolfi - L'Inps offre la propria nozione di indennità di accompagnamento e di indennità di frequenza.


La prima viene definita come una prestazione economica, da erogarsi dietro domanda, in favore di soggetti mutilati o invalidi totali per i quali è accertata:
a) l'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore o, in alternativa,
b) l'incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita.

La seconda è pure definita una prestazione economica, a domanda, per il sostegno dell'inserimento scolastico e sociale dei ragazzi con disabilità fino al compimento del 18° anno di età: è una prestazione assistenziale concessa a chi si trova in stato di bisogno economico.


Ferme queste due nozioni, la Corte di Cassazione è intervenuta mettendo in evidenza le specificità soprattutto della prima.

Con la sentenza n. 25225/14 l'indennità di accompagnamento diviene una prestazione molto particolare e specifica, dove l'intervento assistenziale non è destinato al sostentamento dei soggetti minorati nelle loro capacità di lavoro, quanto piuttosto a sostenere il nucleo familiare.

In altri termini, siamo in presenza di un intervento che:

1) tende a dare coraggio alla famiglia affinché si faccia carico del soggetto in difficoltà,
2) tende ad evitare il ricovero in istituti di cura,
3) tende a far diminuire o contenere la relativa spesa sociale,
4) tende a consentire di fronteggiare sia l'incapacità di ordine fisico che psichico.

alcuni casi

Di seguito alcune fattispecie per le quali la Cassazione ha riconosciuto il diritto all'indennità di accompagnamento:

caso A: soggetto che per vari deficit è incapace di svolgere atti elementari del quotidiano, tanto fisiologici quanto strumentali,

caso B: soggetto che per infermità mentali non ha autocontrollo ed è pericoloso per se ed altri,

caso C: soggetto demente che non può sopravvivere senza l'aiuto costante del prossimo,

caso D: soggetto che presenta un deterioramento delle facoltà psichiche ed ha incapacità di tipo funzionale,

caso E: soggetto con turbe caratteriali e comportamentali, affetto da oligofrenia di grado elevato, pericoloso, non in grado di parlare in modo corretto ma con soli monosillabi,

caso F: soggetto con demenza precoce.


Come parametrare questa indennità

La traccia segnata dalla Corte di Cassazione è chiara: al fine di riconoscere l'indennità di accompagnamento, il parametro da utilizzare non deve essere quello del numero di atti giornalieri, quanto piuttosto quello delle "ricadute" di tali atti quotidiani e gli effetti sulla salute del malato, il tutto per pervenire ad una più ampia protezione della sua dignità come persona.


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Data: 11/09/2016 17:30:00
Autore: Avv. Francesco Pandolfi