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Il Consigliere comunale ha diritto di accedere ad atti prodotti da una società che gestisce servizi pubblici locali a prevalente capitale pubblico?

Un Consigliere comunale si è visto rigettare la sua domanda di accesso a documenti detenuti da una società mista, la “Asmt Servizi Industriali spa”, incaricata dal Comune di cui trattasi di gestire una serie di servizi pubblici locali. Le principali motivazioni addotte dalla società erano state il principio di riservatezza aziendale della società e la genericità della domanda di accesso formulata dal consigliere. Ebbene, sia il TAR PIEMONTE – TORINO (SEZIONE I sentenza n. 00934/2010), che ha accolto il ricorso del consigliere, sia il Consiglio di Stato (Sez. V, sentenza del 23 settembre 2010, n. 7083), che ha rigettato l'appello proposto dalla società, hanno evidenziato che il consigliere comunale svolge le proprie funzioni per la tutela degli interessi pubblici della collettività che lo ha eletto.
Da ciò deriva che, ogni qual volta l'accesso riguardi un'attività della pubblica amministrazione in cui è incardinato il consigliere comunale, anche se di fatto il soggetto che opera non è l'Ente Comunale, il diritto di conoscere il contenuto di documenti deve essere sempre riconosciuto, salva la possibilità, in casi eccezionali e congruamente motivati, di rinviare, tutt'al più, l'accesso stesso. Anche per quanto concerne la genericità della domanda di accesso, ciò può costituire al massimo solo il presupposto per una richiesta di precisazioni, ma mai, di per sé, fondare un rigetto.
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(14/10/2010 - V.Z.)
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