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Le prospettive economico-finanziarie 2015

Con il recente 'Rapporto sulla stabilità finanziaria' Aprile 2015 la Banca d'Italia fa il punto della situazione
di Roberto Paternicò. Con il recente “Rapporto sulla stabilità finanziaria” (Aprile 2015), Banca d'Italia fa il punto della situazione.  Vengono affrontati gli scenari: macro-economici, le famiglie e le imprese, il sistema bancario, assicurativo e i mercati finanziari.

I rischi globali diminuiscono, ma restano significativi …. la situazione in Grecia è un fattore di potenziale instabilità ….. l'Eurosistema ha avviato misure per contrastare i rischi derivanti dalla bassa inflazione... con modalità volte a preservare l'ordinato funzionamento dei mercati …. il miglioramento macroeconomico può favorire il riequilibrio dei conti pubblici .… la situazione patrimoniale delle famiglie resta buona …. la redditività delle imprese è diminuita, ma migliorano le prospettive di crescita …… la debolezza congiunturale continua a pesare sulla qualità del credito seppur il livello di patrimonializzazione delle banche continua a migliorare ….. l'esposizione al rischio di tasso è limitata sia per le banche che per le assicurazioni … la liquidità dei mercati italiani si mantiene buona”.

La stabilità finanziaria complessiva dell'economia mondiale tiene seppur con rischi che rimangono elevati. 
Nel 2015 dovrebbero migliorare le economie dei Paesi avanzati, sia per la diminuzione del prezzo del petrolio sia per le espansive politiche monetarie e si registrano segnali di crescita produttiva, soprattutto, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, a ritmi modesti in Giappone e un'accelerazione nell'area dell'euro.       
Sembrano, invece, peggiorate le prospettive delle economie emergenti, in particolare quelle di Brasile, Cina, Russia e di altri Paesi esportatori di materie prime. 

Le tensioni geopolitiche e le difficoltà di soluzione della crisi greca restano, ancora, fattori rilevanti di rischio.
I rischi del tasso d'inflazione molto basso in area euro viene contrastato dall'acquisto di titoli pubblici, mediante Quantitative  Easing della BCE, per riassorbire più facilmente il debito pubblico e privato e nel contempo tentare di riequilibrare l'inflazione tra un 1/2% al fine di favorire la produzione e l'occupazione in un mercato molto concorrenziale. 

I tassi d'interesse a medio e a lungo termine, in area euro, tendono a diminuire a seguito dell'intervento dei QE, ma resta l'incognita Grecia che sta causando oscillazioni in aumento dello spread. 

Le condizioni delle banche migliorano con la riduzione dei costi di copertura del rischio credito e delle obbligazioni bancarie consentendo una discesa dei costi della raccolta e per quanto concerne l'offerta del credito, i tassi d'interesse applicati sono diminuiti e si é attenuata la stretta creditizia che resta, però, significativa in Italia e Spagna. 

Sotto osservazione restano i possibili scenari di reperimento di finanziamenti alternativi al settore bancario che al momento risultano modesti ed il parziale miglioramento delle condizioni dei mercati finanziari sembrano favorire l'afflusso di capitali privati in Italia.

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(11/05/2015 - Dott. Roberto Paternicò)
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