In alcune regioni i vitalizi tornano ad essere pienamente pagati mentre è fallito ormai qualsiasi tentativo di tagliare quelli parlamentari

di Gabriella Lax - Tornano i vitalizi pieni almeno in due regioni, Lazio e Sicilia. Vitalizi che faranno decollare le spese ben oltre i 170 milioni di euro l'anno. Mentre è ormai naufragato qualsiasi tentativo di eliminare quelli parlamentari (leggi: Vitalizi parlamentari verso l'addio) quelli dei consiglieri regionali usciti dalla porta rientrano dalla finestra. Nella regione Lazio, infatti, come riporta La Stampa, viene meno al momento il prelievo sui vitalizi dei consiglieri; idem in Sicilia dove, dal 2018, salta il tetto dei 240mila euro imposto ai dipendenti dell'Ars, anche se la giunta di centrodestra a breve potrebbe ripristinarlo.

Storicamente, a seguito dell'abolizione dei vitalizi tra il 2012 e il 2013 in tutte le Regioni per i consiglieri in carica e futuri (provvedimento in vigore dalla legislatura successiva), sui vitalizi degli ex consiglieri le assemblee regionali hanno deciso per i soli tagli temporanei. Una misura adottata per evitare la bocciatura della norma da parte della Consulta, che con tante decisioni, ha decretato che è possibile intaccare i «diritti acquisiti», come i trattamenti previdenziali, a patto che gli interventi «siano temporanei e ragionevoli».

Vitalizi, a Montecitorio via il tetto degli stipendi per i dipendenti

I primi a gioire però sono stati gli inquilini di Montecitorio: dal primo gennaio, Camera e Senato, hanno visto sparire il tetto agli stipendi dei dipendenti introdotto nel 2014. Dal 2018 il taglio avrebbe dovuto essere strutturale e produrre un risparmio di 23,4 milioni di euro. A cambiare la situazione hanno contribuito i tanti ricorsi presentati alla Commissione giurisdizionale interna che hanno fatto sì che si tornasse all'antico. Per rispettare gli orientamenti della Corte costituzionale, che in queste materie ammette solo interventi temporanei, vengono meno tetti di reddito, con un ritorno ai vecchi scaglioni di anzianità con progressioni sino a fine carriera (40 anni di servizio e oltre contro i 23).

La cosa interessa 2200 dipendenti delle Camere: dai commessi, fino ai centralinisti e barbieri con più di 23 anni di anzianità da questo mese anziché fermarsi a 99 mila euro lordi all'anno di stipendio potranno arrivare anche a 136.120, i collaboratori tecnici con 40 anni di anzianità a 152.600 (anziché 106 mila), i segretari parlamentari a 156.185 (da 115mila), i ragionieri a 237.990 invece di 166mila e i consiglieri parlamentari addirittura a 358mila invece di 240mila euro.

Vitalizi, in Lazio e Sicilia i consiglieri sorridono

Sempre il 2018 ha portato buone nuove nel Lazio, dove esaurisce i suoi effetti anche il provvedimento con cui la regione aveva eliminato per prima i vitalizi per i consiglieri regionali ed introdotto un contributo di solidarietà del 18% per gli assegni in essere. E in Sicilia, i dipendenti dell'Assemblea regionale dopo tre anni è scaduto il tetto dei 240mila euro. Da qui la decisione della maggioranza di centrodestra di avviare le trattative coi sindacati per ripristinare il vecchio tetto o introdurne dei nuovi. Le risposte certe arriveranno entro febbraio.


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