In sede di accertamento fiscale possono essere presi in considerazione i risultati dei questionari spediti dal Fisco ai clienti del professionista. Lo ha deciso la Quinta Sezione Civile - Tributaria della Corte di Cassazione (Sent. 22179/2008) con la quale si è stabilito che "in tema di accertamento delle imposte sui redditi, è applicabile anche al reddito da lavoro autonomo, e non solo al reddito di impresa, la presunzione di cui all'art. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973 secondo cui sia i prelevamenti che i versamenti operati sui conti correnti bancari vanno imputati ai ricavi conseguiti dal contribuente nella propria attività, se questi non dimostra di averne tenuto conto nella base imponibile oppure che sono estranei alla produzione del reddito. Peraltro, la presunzione in parola per essere operante non presuppone […] un 'contraddittorio anticipato alla fase amministrativa', con la necessaria presenza del contribuente in tutte le operazioni di verifica".

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