Controversie sul credito pignorato? Imposta di registro all'1%
Avv. Valeria Zeppilli |

Controversie sul credito pignorato? Imposta di registro all'1%

La Cassazione chiarisce che l'imposta di registro all'1% si applica anche all'accertamento dell'esistenza o dell'ammontare del credito pignorato

No all'imposta fissa

La sentenza che accerta l'esistenza o l'ammontare del credito pignorato è sottoposta all'imposta di registro nella misura proporzionale dell'1% e non nella misura fissa: non ha dubbi in proposito la Corte di cassazione che, nell'ordinanza numero 3459/2021 qui sotto allegata, è giunta a questa conclusione partendo dal presupposto che tale pronuncia rientra tra gli atti dell'autorità giudiziaria di accertamento di diritti a contenuto patrimoniale.

Accertamento dell'esistenza di ricchezza

Del resto, l'articolo 8, comma 1, lettera c) della tariffa – parte prima allegata al d.p.r. n. 131/1986, nel sancire che tali atti di accertamento scontano l'imposta di registro all'1%, si riferisce non solo all'accertamento costitutivo ma anche ai provvedimenti privi di contenuto traslativo o ablatorio che si risolvono in un accertamento dell'esistenza di ricchezza.

Nessuna disparità di trattamento tra accertamento e condanna

Per la Corte di cassazione, in proposito va anche rilevato che la circostanza che, invece, le sentenze di condanna rientrano nell'ambito di applicazione dell'IVA se dispongano il pagamento di corrispettivi o prestazioni soggetti a tale imposta non vale a determinare un'illegittima disparità di trattamento.

Come già rilevato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 177/2017, infatti, "il fatto che l'accertamento del diritto di credito costituisca il necessario antecedente logico-giuridico della condanna non rende omogenee le fattispecie messe a confronto, neppure ai fini del regime tributario agevolato".

Così, gli atti di accertamento di diritti a contenuto patrimoniale scontano l'imposta di registro all'1% anche quando riguardano corrispettivi o prestazioni soggetti a IVA.



Avv. Valeria Zeppilli

Avv. Valeria Zeppilli

Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi – Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università “G. D'Annunzio” di Chieti – Pescara.


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