La Cassazione chiarisce che l'imposta di registro all'1% si applica anche all'accertamento dell'esistenza o dell'ammontare del credito pignorato
percentuale_simbolo id10802

No all'imposta fissa

[Torna su]

La sentenza che accerta l'esistenza o l'ammontare del credito pignorato è sottoposta all'imposta di registro nella misura proporzionale dell'1% e non nella misura fissa: non ha dubbi in proposito la Corte di cassazione che, nell'ordinanza numero 3459/2021 qui sotto allegata, è giunta a questa conclusione partendo dal presupposto che tale pronuncia rientra tra gli atti dell'autorità giudiziaria di accertamento di diritti a contenuto patrimoniale.

Accertamento dell'esistenza di ricchezza

[Torna su]

Del resto, l'articolo 8, comma 1, lettera c) della tariffa - parte prima allegata al d.p.r. n. 131/1986, nel sancire che tali atti di accertamento scontano l'imposta di registro all'1%, si riferisce non solo all'accertamento costitutivo ma anche ai provvedimenti privi di contenuto traslativo o ablatorio che si risolvono in un accertamento dell'esistenza di ricchezza.

Nessuna disparità di trattamento tra accertamento e condanna

[Torna su]

Per la Corte di cassazione, in proposito va anche rilevato che la circostanza che, invece, le sentenze di condanna rientrano nell'ambito di applicazione dell'IVA se dispongano il pagamento di corrispettivi o prestazioni soggetti a tale imposta non vale a determinare un'illegittima disparità di trattamento.

Come già rilevato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 177/2017, infatti, "il fatto che l'accertamento del diritto di credito costituisca il necessario antecedente logico-giuridico della condanna non rende omogenee le fattispecie messe a confronto, neppure ai fini del regime tributario agevolato".

Così, gli atti di accertamento di diritti a contenuto patrimoniale scontano l'imposta di registro all'1% anche quando riguardano corrispettivi o prestazioni soggetti a IVA.

Scarica pdf ordinanza Cassazione numero 3459/2021
Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
Condividi
Feedback

In evidenza oggi: