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Concorsi pubblici: quando si può dare il voto zero

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Per il TAR del Lazio, lo zero è ammissibile solo se la risposta è inequivocabilmente sbagliata e non se vi è "l'acclarata non univoca erroneità"
numero zero

di Valeria Zeppilli - Nei concorsi pubblici, se la risposta data dal candidato non è del tutto errata, perché la risposta giudicata corretta dalla commissione non è univoca, non è giustificato attribuire un punteggio pari a zero.

A dirlo è il TAR del Lazio, nella sentenza numero 14267/2019 qui sotto allegata.

  • 1. Concorsi: quando lo zero è giustificato
  • 2. La minore anzianità di laurea
  • 3. Concorsi: il rischio di favorire gli studenti meno brillanti
  • Concorsi: quando lo zero è giustificato

    Per il tribunale amministrativo, il punteggio zero è giustificabile solo quando la risposta fornita dal candidato a un concorso pubblico sia inequivocabilmente sbagliata.

    Tale votazione, invece, non è ammissibile se vi sono "l'acclarata non univoca erroneità delle risposte date" e "la non univocità della risposta considerata corretta dalla commissione".

    Se, quindi, lo zero non trova giustificazione, la graduatoria deve essere rettificata e al candidato va attribuita la posizione allo stesso effettivamente spettante.

    La minore anzianità di laurea

    La sentenza in oggetto, inoltre, ha affrontato un'altra importante questione in materia concorsuale, in particolare relativa alla selezione per medici di medicina generale, ribadendo l'illegittimità del criterio di preferenza della minore anzianità di laurea, all'epoca previsto dal dm 7 marzo 2006, oltre che dal bando di concorso impugnato.

    Concorsi: il rischio di favorire gli studenti meno brillanti

    Tale criterio, secondo la posizione del ricorrente, "finirebbe per favorire gli studenti meno brillanti, che abbiano conseguito la laurea anche "fuori corso"". Esso, oltretutto, è stato eliminato dal predetto dm con decreto del Ministero della Salute del 5 dicembre 2018.

    Sebbene il bando di selezione sia precedente a tale intervento, per il TAR il principio che ha portato alla soppressione del criterio deve valere anche con riferimento alla graduatoria impugnata, considerata la possibilità anche del solo conseguimento di una migliore posizione da parte del concorrente.

    Si ringrazia l'Avv. Elio Errichiello per la cortese segnalazione

Scarica pdf sentenza TAR Lazio numero 14267/2019
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(18/12/2019 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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