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Categorie protette: le modalità di assunzione

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L'assunzione obbligatoria di disabili nella pubblica amministrazione può avvenire in tre modalità, di recente precisate dalla Funzione Pubblica
Disabili a un corso di formazione

di Valeria Zeppilli - Anche le pubbliche amministrazioni, così come i datori di lavoro privati, sono tenute ad assumere obbligatoriamente una certa quota di persone disabili. Il loro reclutamento può avvenire con tre diverse modalità, che sono state di recente oggetto di una specifica direttiva della Funzione Pubblica.

  1. Le categorie protette nella P.A.
  2. Le quote di riserva per i disabili nella P.A.
  3. Come avviene il collocamento obbligatorio
  4. Collocamento disabili nella P.A.: sanzioni

Le categorie protette nella P.A.

Le categorie protette, ovvero i soggetti che possono andare a comporre la quota di lavoratori oggetto di collocamento obbligatorio, sono individuate dall'articolo 1 della legge numero 68/1999.

Si tratta, in particolare:

  • di soggetti in età lavorativa che abbiano una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45% a causa di minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali o di handicap intellettivi;
  • di soggetti invalidi con un grado di invalidità superiore al 33%;
  • di soggetti non vedenti o sordomuti;
  • di invalidi di guerra o invalidi civili di guerra;
  • di invalidi per servizio (ovverosia coloro che hanno riportato invalidità per una causa di servizio).

Tali soggetti, per poter rientrare nelle quote riservate, devono iscriversi nell'apposito elenco tenuto dai servizi per il collocamento mirato, al quale possono accedere i disoccupati che abbiano almeno 16 anni di età.

Le quote di riserva per i disabili nella P.A.

Chiariti quali sono i beneficiari del collocamento obbligatorio nella P.A., vediamo ora quali quote sono loro riservate.

La riserva varia a seconda delle dimensioni della singola amministrazione e consiste:

  • in un lavoratore, se i lavoratori occupati sono da 15 a 35;
  • in due lavoratori, se i lavoratori occupati sono da 36 a 50;
  • nel 7% dei lavoratori occupati se questi sono più di 50.

Per il calcolo, occorre considerare il personale complessivamente occupato dall'amministrazione su tutto il territorio nazionale; anche la quota d'obbligo va ripartita proporzionalmente.

L'assunzione di disabili fino al completamento della quota di riserva deve essere garantita non solo se vi sono posti vacanti, ma anche se l'amministrazione è in soprannumero di dipendenti. In ogni caso, tale forma di assunzione non è computata nel budget assunzionale.

Come avviene il collocamento obbligatorio

Concretamente, il collocamento obbligatorio può avvenire in tre diversi modi:

  • con chiamata numerica, se per il profilo che si intende reclutare è richiesta solo la scuola dell'obbligo;
  • per concorso con riserva dei posti, per le altre qualifiche;
  • sulla base di convenzioni concluse ai sensi dell'articolo 11 della legge numero 68/1999.

Collocamento disabili nella P.A.: sanzioni

Una volta sorto l'obbligo di assumere un lavoratore disabile, il datore di lavoro ha sessanta giorni di tempo per provvedervi. Se non lo fa è assoggettato a specifiche sanzioni.

In particolare, in forza di quanto previsto dall'articolo 15 della legge numero 68/1999, per ogni giorno lavorativo durante il quale risulti non coperta, per cause imputabili al datore di lavoro, la quota dell'obbligo, al datore di lavoro è applicata la sanzione amministrativa del pagamento di una somma pari a 62,77 euro per ciascun lavoratore disabile che risulta non occupato.

Vai alla guida Lavoro: le categorie protette

Scarica pdf direttiva Funzione Pubblica n. 1/2019
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(17/09/2019 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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