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Impronte digitali: per la scienza non sono affidabili al 100%

Secondo gli scienziati forensi americani, le impronte digitali non sono uniche per ogni soggetto e il sistema dunque non è affidabile al 100%
una serie di impronte digitali

di Gabriella Lax - Impronte digitali uniche e caratteristiche che rendono unico ogni individuo e che hanno consentito di scoprire i criminali di tutto il mondo. Ebbene, le ultime scoperte superano questo assunto. La fonte scientifica è l'autorevole Associazione americana per l'avanzamento delle scienze (Aaas), nel rapporto redatto dai suoi esperti di scienze forensi, riportato dall'Ansa.

Le impronte digitali non sono uniche per ogni soggetto

Da oltre un secolo, le impronte digitali sono stati uno dei metodi più sicuri nelle indagini. Adesso invece sembra che non sussistano evidenze scientifiche sufficienti ad affermare che le impronte digitali sono uniche per ogni soggetto.

Nel documento degli scienziati americani, vengono vagliate le tecniche con cui si confrontano ed analizzano le impronte digitali lasciate sulle superfici dai polpastrelli, dovute all'alternarsi di creste e solchi secondo chiari disegni.

La novità è che non esiste un metodo univoco per associare un corredo di impronte a un unico individuo. Si rafforza la convinzione che nell'ultimo periodo aveva portato a considerare le impronte digitali come un sistema non più affidabile al 100%.

Joseph Kadane, docente di statistica statistica e scienze sociali dell'università americana Carnegie Mellon, uno dei relatori del rapporto chiarisce «L'analisi delle impronte digitali è uno dei metodi forensi più utilizzati per l'identificazione. I sistemi che le analizzano servono a identificare la persona che ha lasciato il suo segno sulla scena del crimine– tuttavia - l'esame delle tecniche per analizzare le impronte digitali nascoste, dimostra che non esiste un metodo scientifico per stimare il numero di persone che condividono le caratteristiche di una impronta digitale, e inoltre non si può escludere l'errore umano durante il confronto».

La conclusione dell'esperto, dunque, è che non si può affermare che «le impronte digitali latenti possano essere associate a un unico individuo con una precisione del 100%».

Se lo studio venisse confermato le implicazioni sarebbero notevoli, considerati i vari sistemi identificativi basati proprio sulle impronte digitali e non solo nel mondo della scienza forense. Ma, comunque, c'è una speranza: secondo gli esperti, le capacità dei sistemi di confronto automatico potrebbero essere migliorate, intensificando la ricerca sul campo.

(12/10/2017 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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