Cos'è la clausola salvo incasso, in che modo se ne occupa il codice civile, cosa fare in caso di inadempimento del terzo e che rapporti ha con lo storno
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Avv. Giampaolo Morini - La clausola "salvo incasso" è una clausola che prevede l'annotazione pro solvendo di un credito verso un terzo nel conto corrente, ovverosia fatta in attesa che detto terzo adempia alla sua obbligazione.

Clausola salvo incasso: presunzione del codice civile

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In forza di quanto stabilito dall'articolo 1829 del codice civile, la natura "salvo incasso" di una clausola deve ritenersi presunta.

Tale norma, infatti, stabilisce che "Se non risulta una diversa volontà delle parti, l'inclusione nel conto di un credito verso un terzo si presume fatta con la clausola "salvo incasso"". Si tratta di una presunzione dettata dall'esigenza di evitare che il rischio dell'insolvenza del debitore gravi sul ricevente, nonché di una presunzione relativa, essendo ammessa una diversa volontà delle parti.

Clausola salvo incasso: inadempimento del terzo

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In presenza di una clausola "salvo incasso", se il terzo debitore è inadempiente, il ricevente può, alternativamente:

  • agire per la riscossione
  • eliminare la partita dal conto, reintegrando nelle sue ragioni colui che ha effettuato la rimessa, anche se ha già infruttuosamente esercitato azioni contro il debitore.

Clausola salvo incasso e storno

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Dalla lettera della norma si deduce che la clausola "salvo incasso" non si riferisce all'inclusione nel conto del credito rimesso, ma al negozio di trasferimento.

Quindi, si ritiene che la reintegrazione nelle proprie ragioni di colui che ha effettuato la rimessa non tragga la propria ragione d'essere dall'eliminazione della partita dal conto (c.d. storno), ma dal venir meno del trasferimento.

Il ricevente, in sostanza, deve compiere tutti gli atti necessari per conservare impregiudicato il diritto e le azioni che il rimettente può promuovere verso il terzo e gli eventuali obbligati. Due sono, pertanto, le condizioni per risolvere il negozio attraverso lo storno: che il credito non sia stato pagato e che il diritto del rimettente verso il terzo non sia stato pregiudicato.

La natura della clausola salvo incasso

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Sulla natura della clausola "salvo incasso", sia la dottrina che la giurisprudenza hanno mostrato opinioni contrastanti.

Taluni autori, attribuiscono ad essa natura di condizione risolutiva mista ritenendo che la risoluzione del trasferimento sia subordinata al verificarsi di un avvenimento futuro ed incerto. Secondo un'altra teoria, la clausola corrisponderebbe ad una garanzia della solvenza, per cui il mancato pagamento del terzo farebbe sorgere nel ricevente il diritto potestativo di avvalersi di tale garanzia e causare, pertanto, lo scioglimento del rapporto con la restituzione di quanto ha dato in corrispettivo (la c.d. controannotazione).

La giurisprudenza, nel differenziare il conto corrente bancario da quello ordinario, stabilisce che mentre nel primo la clausola "salvo incasso", ricollegandosi ad un mandato conferito alla banca per la realizzazione del credito portato dal titolo, non opera come condizione risolutiva, ma come condizione sospensiva del trasferimento stesso, nel conto corrente ordinario, la rimessa ha carattere traslativo e la clausola in questione è da considerarsi come una condizione risolutiva che incide sul trasferimento del credito facendone venire meno gli effetti e giustificando l'eliminazione della partita dal conto (C. 5325/91).

Avv. Giampaolo Morini

Corso Garibaldi, 7

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