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Centrale rischi: i presupposti per la segnalazione

Il tribunale di Firenze stabilisce con precisione quali condotte deve assumere la banca prima di procedere alla segnalazione a sofferenza
uomo seduto fuori dalla sede di una banca

Avv. Giampaolo Morini - L'Ordinanza del tribunale di Firenze dell'11 agosto 2017 (sotto allegata) stabilisce con precisione quali devono essere i presupposti per la segnalazione a sofferenza, e quali le condotte del soggetto segnalante. Il giudizio sui presupposti per la segnalazione a sofferenza necessità un quid pluris, rappresentato dalla ragionevole ed oggettiva opinione che il credito non possa essere soddisfatto in tempi congrui, sulla base di un sospetto qualificato dalla presenza degli elementi sintomatici dell'inadempimento.

Preventiva consultazione del cliente

Al fine di una corretta e compiuta valutazione della complessiva situazione finanziaria del cliente può rendersi necessaria la consultazione del cliente a chiarimenti sulla sua esposizione debitoria. Tale precisazione pone un passo avanti verso la ricerca di un equilibrio nei rapporti banca - cliente in una procedura che vede quest'ultimo escluso e costretto solamente a difendersi ex posto in via giudiziaria. La posizione assunta dal Tribunale di Firenze, assume, senza dubbio un precedente innovativo coerente con li principio della buona fede alla luce del più alto principio della solidarietà sociale sancito dall'art. 2 della Costituzione.

Quale deve essere la condotta della banca

Altrettanto innovativa, e senza precedenti, è l'individuazione dei i connotati della condotta che la banca deve assumere prima di proceder alla segnalazione: la banca deve procedere ad un'indagine sul complessivo stato del cliente, che vada ad attingere quelle informazioni che un avveduto operatore del settore raccoglierebbe prima di concedere il credito. A pensarci bene il Tribunale di Firenze, per la prima volta in Italia, non si limita a esprimere un principio generale, come quello di insolvenza, comunque non equiparabile a quello identificabile in materia fallimentare, concetto, si utile, ma troppo generale e quindi oggetto di molte, ed alcune volte contraddittorie interpretazioni, ma detta un parametro preciso ed equidistante. La banca dovrà assumere tutte le accortezze e la medesima diligenza che adotta per valutare se un soggetto può essere destinatario della concessione di un credito.

Profili processuali: onere della prova

Altro aspetto rilevante, ribadito anche da altri tribunali, riguarda l'aspetto processuale dell'onere della prova. Il Tribunale di Firenze precisa che: In sede cautelare, la banca segnalante non può affermare genericamente di aver effettuato l'istruttoria, ma deve corroborare il sospetto ragionevole ed oggettivo che il credito non poteva essere soddisfatto in tempi congrui per la presenza degli elementi sintomatici della difficoltà economico-finanziaria del cliente. In definitiva, la banca segnalante dovrà consentire al soggetto segnalato di conoscere gli elementi che hanno portato alla conclusione che il soggetto debitore (o presunto tale) si trovasse in uno stato di insolvenza tale da giustificare la segnalazione a sofferenza

Anche sotto il profilo del periculum in mora il tribunale di Firenze compie tre passi avanti:

1. - Non vi è dubbio, infine, che sussiste il pericolo di un danno imminente ed irreparabile (destinato ad aggravarsi con il trascorrere del tempo), poiché la segnalazione alla CR pregiudica l'accesso al credito, andando così a minare la possibilità di investimenti e quindi di guadagni futuri e, soprattutto, incidendo sull'immagine personale e commerciale del soggetto segnalato. La formulazione utilizzata da giudice lascerebbe pensare che il danno possa essere presunto con notevole semplificazione della prova a carico del ricorrente. In effetti gli effetti della segnalazione a sofferenza sono indubbi e che non possono essere disconosciuti neppure dalla banca resistente: il punto quindi potrebbe essere acquisito come prova ion quanto circostanza non contestata.

2. - Il pericolo è attuale, posto che sebbene la segnalazione sia cessata, essa non viene meno, rimanendo visibile per almeno 36 mesi: questo aspetto è particolarmente interessante. Il Tribunale riconduce l'attualità del pericolo non alla sussistenza della segnalazione all'atto della presentazione del ricorso ma al fatto che tale segnalazione, seppur venuta meno, continua a produrre i suoi effetti dannosi in quanto il sistema bancario, valuta la solvibilità del cliente in base il suo profilo storico e non semplicemente immediato.

3. - Ai fini del periculum in mora, affinché un soggetto possa agire in giudizio deducendo la lesione della propria posizione giuridica occorre che sia consapevole della sussistenza del vulnus. Anche questa decisione, rappresenta una novità. È noto che il ricorso ex art. 700 non può essere promosso a distanza di tempo dal fatto o atto che ha posto lo stato di pregiudizio imminente e irreparabile, per il rischio di rigetto per la mancanza del c.d. periculum in mora, tuttavia nel caso di specie tale periculum sussiste anche se il ricorso viene proposta a distanza di tempo dall'avvenuta segnalazione: per il soggetto segnalato, la percezione del vulnus si identifica con il momento in cui il soggetto, ne subisce gli effetti (richiesta negata di finanziamento).

Avv. Giampaolo Morini

giampaolo@studiolegalemorinigiampaolo.it

0584361554

Trib. Firenze, 11 agosto 2017
(14/09/2017 - Avv.Giampaolo Morini) Foto: 123rf.com
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