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Rifiuti sanitari: quali sono e i criteri di pericolosità e infettività

La disciplina dei rifiuti sanitari che comprende anche rifiuti ad essi assimilabili come lame e rasoi di barbieri e parrucchieri
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Avv. Edoardo Di Mauro - Il D.P.R. n. 254/2003 contiene la disciplina dei rifiuti sanitari. Essi sono quelli che provengono da strutture private e pubbliche che svolgono attività medica e veterinaria, di cura e riabilitazione, diagnosi e ricerca.

I rifiuti sanitari sono raggruppati in rifiuti assimilati a quelli urbani; rifiuti non pericolosi; pericolosi non a rischio infettivo, pericolosi a rischio infettivo. A queste categorie si aggiunge anche quella dei rifiuti da esumazioni o o provenienti da attività cimiteriali in genere, e quella dei rifiuti prodotti fuori dalle strutture sanitarie ma che presentano lo steso rischio di quelli pericolosi.

Esempi di rifiuti sanitari assimilati agli urbani: contenitori vuoti di farmaci, bevande e d alimenti purchè rispondenti ai requisiti di recupero per essi stabiliti dalla legge.

Esempi di rifiuti sanitari non pericolosi: sostanze chimiche di scarto (codice C.E.R. 180107; 180206); materiale tagliente inutilizzato (aghi, siringhe, lame e rasoi, codice C.E.R. 180101, 180201). Quanto alle lame e rasoi è chiaro e palese che sono interessati anche i barbieri e parrucchieri.

Esempi di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo: assorbenti igienici, pannoloni, cannule e drenaggi, circuiti per la circolazione extracorporea, cerotti, guanti monouso e rifiuti della ristorazione presso le strutture sanitarie. Tra questi ci rientrano anche quelli sopra contemplati se utilizzati (quindi anche lame e rasoi).

Esempio di rifiuti pericolosi non a rischio infettivo: soluzioni di sviluppo e attivanti a base acquosa; lampade fluorescenti, batterie al nichel-cadmio; batterie al piombo; oli minerali per circuiti idraulici clorulati e non clorulati; oli sintetici per circuiti idraulici; rifiuti di amalgama provenienti da interventi odontoiatrici.

Il trattamento dei rifiuti sanitari

Prima di essere smaltiti in appositi impianti di termodistruzione autorizzati secondo i requisiti di legge, i rifiuti pericolosi devono essere sottoposto ad una procedura di sterilizzazione.

La termodistruzione consiste in smaltimento per incenerimento dei rifiuti sanitari.

Al responsabile della struttura sanitaria pubblica o privata e del cimitero è attribuito il compito di sovrintendere alla applicazione delle disposizioni del presente regolamento.

Per le violazioni della disciplina sui rifiuti sanitari sono applicabili le sanzioni amministrative e penali, nel caso in cui siano accertate determinate condotte configuranti illecito.

Avv. Edoardo Di Mauro

Foro di Siracusa

Per ulteriori informazioni:

edodim83@gmail.com

tel. 333 4588540

Edoardo Di MauroEdoardo di Mauro - articoli
E-mail: edodim83@gmail.com
Avvocato, si occupa di diritto amministrativo, penale, contratti, diritto dell'informatica ed internet.
(03/01/2017 - Edoardo Di Mauro)

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