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Il comportamento dell'amministratore di SocietÓ, nei confronti dei terzi, deve essere valutato caso per caso

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Avv. Michele Esmanech - studiolegale@sl.esmanech.it
Se, da un lato, i poteri degli amministratori di una SocietÓ di capitali sono pubblicati in Camera di Commercio (ai sensi dell'art.2384 e 2384 bis cod.civ., la stessa norma non Ŕ applicabile anche alle SocietÓ di persone, nemmeno in via analogica, in quanto regolate da altre norme (ovverosia dall'art.2298 cod.civ.); la norma che disciplina le SocietÓ di capitali Ŕ stata letta dalla Suprema Corte, con sentenza del 19 febbraio 2014, n.3900, come un principio che non pu˛ non avere effetto sull'intero sistema, partendo dal legittimo affidamento del terzo, che tratti con un amministratore di una SocietÓ di persone, con il convincimento che tale soggetto abbia i poteri per, appunto, trattare.
A corollario di quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, quindi, il Giudice deve valutare caso per caso, se il soggetto che ha agito in nome e per contro della SocietÓ (di capitali e di persone) ha ingenerato nel terzo un errore sulla effettiva sussistenza dei poteri di rappresentanza.

Tale pronuncia Ŕ importante su un duplice aspetto: quanto al primo, per avere applicato il principio fondamentale della buona fede, applicando, de facto, a una fattispecie normativa (quella delle SocietÓ di persone) norme riferite ad altra fattispecie (quella delle SocietÓ di capitali); quanto al secondo aspetto, per avere valutato che il comportamento tenuto da un amministratore (o sedicente tale) deve essere valutato in concreto, caso per caso, a prescindere da quanto pubblicato nei pubblici registri.
Rimane, quindi, nella sfera discrezionale del Giudice di merito valutare se il comportamento del soggetto che ha agito in nome e per conto della SocietÓ abbia o meno ingenerato un legittimo convincimento nel terzo dei poteri di rappresentanza.
Poco importa, quindi che si tratti di una SocietÓ di Capitali o di Persone, e poco importa se il soggetto avrebbe potuto verificare i poteri del sedicente amministratore presso la competente Camera di Commercio: l'avere abusato della buona fede del terzo e l'avere ingenerato un erroneo convincimento che i poteri di rappresentanza sussistano Ŕ motivo per vincolare la SocietÓ con il terzo e per la SocietÓ di agire nei confronti dell'amministratore.
Avv. Michele Esmanech
Studio Legale Esmanech - via G.Modena 3, 20129 Milano
Tel 02/20241313 - email: studiolegale@sl.esmanech.it
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(07/03/2014 - Avv. Michele Esmanech)
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