Parere penale: intervento medico

Guida all'esame da avvocato
A cura di: Avv. Tatiana Traini

Il quesito:


Tizio procede alla guida della propria autovettura, perde il controllo della stessa e precipita nella scarpata sottostante.
Soccorso e trasportato all'ospedale, Tizio, apparentemente in buone condizioni, viene sottoposto da Caio, medico di guardia, ad esame clinico, nel corso del quale gli viene suturata una ferita lacero - contusa all'emitorace sinistro. Subito dopo Tizio viene dimesso.
Nel corso della notte le condizioni si salute di Tizio peggiorano bruscamente, tanto che il giorno seguente egli decede.
Dall'esame autoptico, disposto dall'autorit giudiziari, risulta che la causa della morte attribuibile a lesioni interne e che, seppure non poteva affermarsi che un immediato intervento chirurgico avrebbe evitato la morte di Tizio, nondimeno detto intervento avrebbe sicuramente aumentato le possibilit di successo terapeutico.
Caio si rivolge ad un legale.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Caio, rediga motivato parere nel quale illustrate le problematiche sottese alla fattispecie in esame, prospetti adeguata linea difensiva.


Svolgimento:

La valutazione della condotta di Caio, pu essere correttamente valutata effettuando una preventiva disamina del nesso di causalit.

Il nesso di causalit rappresenta lanello di congiunzione tra la condotta tenuta dal soggetto agente (che lo ricordiamo, pu anche essere una condotta omissiva) e levento concretamente verificatosi; esso trova puntuale definizione nellart. 40 c.p. che afferma nessuno pu essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se levento dannoso o pericoloso da cui dipende lesistenza del reato non conseguenza della sua azione o omissione. La dottrina, nel corso degli anni, ha elaborato numerose teorie relative al nesso di causalit, ma larticolo appena citato, non ci permette di cogliere con certezza un modello ben definito e univoco di causalit, da applicare nel caso concreto.

La teoria condizionalistica (cio della causalit) pi tradizionale rappresentata dalla teoria del procedimento di eliminazione mentale, detta anche formula della condicio sine qua non, secondo la quale unazione condicio sine qua non di un evento, se non pu essere mentalmente eliminata senza che levento stesso venga meno: in altre parole, se viene meno lazione, viene meno anche levento dannoso o pericoloso. Lapplicazione rigorosa di questa teoria, ha portato in alcuni casi a dei risultati a dir poco aberranti, come ad esempio nel caso del regresso allinfinito, della causalit alternativa ipotetica o della causalit addizionale. Nonostante i numerosi correttivi applicati, la detta teoria rimane inapplicabile in una serie di casi molto consistente: il metodo delleliminazione mentale infatti, non funziona ove non si sappia in anticipo se in generale sussistono rapporti di derivazione tra determinati antecedenti e determinati conseguenti. Questo problema pu essere risolto, utilizzando il modello della sussunzione sotto leggi scientifiche: secondo questo modello, un antecedente pu essere configurato come condizione necessaria solo a patto che esso rientri nel novero di quegli antecedenti che, sulla base di una successione regolare conforme ad una legge dotata di validit scientifica (cd legge generale di copertura), portano ad eventi del tipo di quello verificatosi in concreto. Occorre insomma che laccadimento concretamente avvenuto possa essere spiegato sulla base di una legge generale di copertura, la quale permette di sussumere in se stessa il rapporto azione evento concepiti non come fenomeni singolari e irripetibili, bens come accadimenti riproducibili in presenza del ricorrere di determinate condizioni. Le leggi scientifiche atte a spiegare le relazioni tra accadimenti possono essere di due diversi tipi: universali e statistiche. Le prime sono in grado di affermare che la verificazione di un evento sempre e invariabilmente accompagnata dalla verificazione di un altro evento: questo tipo di leggi stabiliscono un rapporto di regolarit tra fenomeni non smentito da alcuna eccezione e soddisfano dunque al massimo esigenze di rigore scientifico e di certezza. Le leggi statistiche invece, si limitano ad affermare che il verificarsi di un evento accompagnato dal verificarsi di un altro evento soltanto in una certa percentuale di casi: tali leggi sono tanto pi dotate di validit scientifica, quanto pi sono suscettive di trovare applicazione in un numero sufficientemente alto di casi e di ricevere una conferma attraverso il ricorso a metodi di prova razionali e controllabili.

Ovviamente lideale sarebbe poter ricorrere sempre alle leggi universali, dato che il loro grado di certezza assoluto, ma nella realt raramente questo pu avvenire: in sede di accertamento giudiziale della causalit necessario dunque accontentarsi di una misura di certezza inferiore a quella garantita dallapplicazione delle leggi universali.

Il Giudice dunque, nel corso dellaccertamento del nesso di causalit potr ricorrere a delle leggi di carattere statistico, ma purch levento risulti attribuibile allagente sulla base di una legge statistica necessario dimostrare che senza la condotta dellagente (dunque attiva od omissiva) levento dannoso o pericoloso, con un alto grado di probabilit, non si sarebbe verificato. Il modello di teoria condizionalistica appena esplicato, quello che trova il maggior numero di consensi nella giurisprudenza italiana.

Nel caso di specie, Caio, medico di guardia del pronto soccorso, accoglieva nella struttura ospedaliera, Tizio, vittima di un incidente stradale. Nel corso dellesame clinico che veniva prontamente effettuato al ferito, il medico trovando Tizio in buone condizione generali, si limitava a saturargli una ferita lacero contusa allemitorace sinistro e lo dimetteva. Il giorno dopo luomo decedeva e lesame autopitico disposto dallautorit giudiziaria affermava che la morte era stata cagionata da lesioni interne, e che un intervento di riduzione della lesione prontamente eseguito, non avrebbe con certezza evitato la morte di Tizio. Alla luce di quanto affermato dal medico patologo che ha eseguito lautopsia sul corpo di Tizio, nessuna responsabilit penale pu essere attribuita al medico Caio per assoluta mancanza del nesso di causalit: non possibile affermare infatti che la condotta omissiva di Caio abbia cagionato levento morte di Tizio o che (capovolgendo il discorso) se Caio avesse effettuato lintervento di riduzione della lesione interna patita da Tizio, luomo sarebbe, con un alto grado di certezza, sopravvissuto. In tal senso la giurisprudenza recente che afferma nel reato colposo omissivo improprio, il rapporto di causalit tra omissione ed evento non pu ritenersi sussistente sulla base del solo coefficiente di probabilit statistica, ma deve essere verificato alla stregua di un giudizio di alta probabilit logica, sicch esso configurabile solo se si accerti che, ipotizzando come avvenuta lazione che sarebbe stata doverosa, la condotta omissiva stata condizione necessaria dellevento, con elevato grado di credibilit razionale, non avrebbe avuto luogo o avrebbe avuto luogo in epoca significativamente posteriore o con minore intensit lesiva (cass. Pen. Sez. Unite 02/222138). In tal senso anche la giurisprudenza pi recente che afferma nei reati omissivi impropri, la sussistenza del nesso di causalit non pu essere affermata sulla base di una valutazione di probabilit statistica risultando invece necessaria la formulazione di un giudizio di probabilit logica cge consenta di ritenere levento specifico riconducibile allomissione dellagente al di l di ogni ragionevole dubbio (Cass. Civ. sez IV 07/237876).

Edoveroso ricordare inoltre, che nessun rimprovero pu essere mosso a Caio, neppure sul piano di uneventuale colpevolezza in quanto il medico ha svolto la sua attivit con perizia e diligenza, sottoponendo Tizio ad un esame clinico adeguato alla situazione concreta, caratterizzata da un paziente in buone condizioni.

Caio dunque, non potr ritenersi responsabile della morte di Tizio, in quando la condotta da lui tenuta, non ha causato levento morte.  

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