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La novazione

Guida all'istituto di cui all'art. 1230 c.c. e modalità di estinzione dell'obbligazione
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Avv. Daniele Paolanti - Con il termine novazione si intende una modalità di estinzione dell'obbligazione che avviene nelle forme e con le modalità di cui all'art. 1230 c.c. La norma de qua, infatti, prevede che "La obbligazione si estingue quando le parti sostituiscono all'obbligazione originaria una nuova obbligazione con oggetto o titolo diverso. La volontà di estinguere l'obbligazione precedente deve risultare in modo non equivoco". Attenendosi pedissequamente al dettato normativo si apprende che gli elementi necessari che devono essere presenti affinché possa parlarsi di novazione sono due: un nuovo oggetto o titolo (aliquid novi) nonché l'espressa e manifesta volontà delle parti di estinguere l'obbligazione precedente (animus novandi). Rimane ora da chiedersi, posta questa definizione preliminare, quale sorte spetti ad un'obbligazione annullabile che si pretende venga novata. A tal riguardo si fa riferimento al disposto dell'art. 1234, il quale così dispone: "La novazione è senza effetto, se non esisteva l'obbligazione originaria. Qualora l'obbligazione originaria derivi da un titolo annullabile, la novazione è valida se il debitore ha assunto validamente il nuovo debito conoscendo il vizio del titolo originario". Ora, è più che mai evidente come in realtà il presupposto che consenta la novazione di un'obbligazione annullabile sia la conoscenza del vizio del titolo originario da parte del debitore al momento dell'assunzione della nuova obbligazione.

Novazione oggettiva e soggettiva

A livello normativo è possibile individuare una distinzione tra novazione oggettiva e novazione soggettiva, a seconda che ad essere novato sia il titolo o l'oggetto oppure le parti. Si parla dunque di novazione oggettiva quando a mutare sia il titolo o l'oggetto di un'obbligazione originaria e preesistente (e se l'obbligazione originaria era annullabile, la novazione può avvenire a condizione della conoscenza del vizio originario da parte del debitore) si parla invece di novazione soggettiva nei casi indicati dall'art. 1235 (rubricato appunto novazione soggettiva) il quale così dispone: "Quando un nuovo debitore è sostituito a quello originario che viene liberato, si osservano le norme contenute nel capo VI di questo titolo". Si badi bene al dispositivo della norma citata: "Quando un nuovo debitore…". È evidente come dunque la norma faccia riferimento alla novazione soggettiva passiva, non disciplinandola in modo autonomo, ma rinviando alle disposizione contenute nel capo VI del prefato titolo, ovvero dagli artt. 1268 e ss. c.c., contenente le norme in materia di delegazione, espromissione e accollo. Il riferimento agli istituti de quibus opera sia che essi implichino la liberazione del debitore originario, sia l'ipotesi in cui questi rimanga obbligato insieme con il nuovo risultante da ciascuno dei tre rapporti.

La giurisprudenza

In materia di novazione la giurisprudenza è copiosa. A noi preme prendere in esame quelle specifiche pronunce che assumono particolare rilievo ai fini della presente trattazione e dunque idonee a consentire all'interprete di assumere contezza dei caratteri denotativi dell'istituto. La Suprema Corte ha infatti ammesso che "La novazione - si dice - deve essere connotata non solo dall'aliquid novi, ma anche dall'animus novandi, inteso come manifestazione inequivoca dell'intento novativo, e inoltre dalla causa novandi, intesa come interesse comune delle parti all'effetto novativo (cfr. ex aliis Sez. 3 Sez. lav. n. 4670-09). L'esistenza dei riferiti specifici elementi deve essere in concreto verificata dal giudice del merito, con un accertamento di fatto che si sottrae al sindacato di legittimità se conforme alle disposizioni evocate e se congruamente motivato (v. Sez. lav. n. 17328-12 cui adde conf. n. 14712-15). Invero sul piano dei principi si esclude che l'atto col quale le parti abbiano convenuto di semplicemente modificare il quantum di una precedente obbligazione, differendone la scadenza per il suo adempimento, costituisca in sè novazione e comporti l'estinzione dell'obbligazione originaria" (Cassazione civile, sez. I, 20/12/2016, (ud. 05/10/2016, dep.20/12/2016), n. 26334).

Per approfondimenti:

- L'adempimento delle obbligazioni

- Le obbligazioni pecuniarie

Daniele PaolantiDaniele Paolanti - profilo e articoli
E-mail: daniele.paolanti@gmail.com Tel: 340.2900464
Vincitore del concorso di ammissione al Dottorato di Ricerca svolge attività di assistenza alla didattica.
(03/03/2017 - Avv.Daniele Paolanti) Foto: 123rf.com
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