Autismo: il giudice obbliga l'ASL alla riabilitazione residenziale
Il caso del giovane Lorenzo
La vicenda esaminata dal Tribunale di Napoli, Sezione Lavoro, ha per protagonista un ragazzo di sedici anni. Lorenzo (nome di fantasia) è affetto da un grave disturbo dello spettro autistico, caratterizzato da forte agitazione psicomotoria, grave deficit cognitivo e comportamenti aggressivi.
Nonostante la stessa Azienda Sanitaria avesse certificato la necessità di un inserimento in una comunità terapeutica con rapporto 1:1 , le delibere per la presa in carico non venivano di fatto adottate. Questa inerzia ha lasciato la famiglia in una situazione di estrema criticità, con gravi ripercussioni psicologiche e di sicurezza anche sulle due sorelle più piccole. I genitori si sono quindi rivolti al giudice chiedendo un provvedimento d'urgenza.
L'urgenza e il diritto alla salute
Per ottenere una tutela immediata attraverso un ricorso d'urgenza, i ricorrenti hanno dimostrato due elementi fondamentali:
- La chiara sussistenza del diritto azionato, che nel caso specifico non era stato contestato nemmeno dall'Azienda Sanitaria coinvolta.
- Il pericolo di un danno grave e irreparabile legato ai normali tempi di attesa di un processo ordinario.
Il giudice ha riconosciuto che le precarie condizioni di salute di Lorenzo lo avrebbero esposto a un concreto aggravamento senza cure immediate e continuative. Inoltre, la situazione familiare e la tutela delle sorelle minori necessitavano di un intervento giudiziale indifferibile.
La decisione del Tribunale
Il Tribunale ha accolto integralmente il ricorso dei genitori, sottolineando come il diritto alle cure per la neurodiversità si fondi su un articolato quadro di norme nazionali e regionali.
I Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)
Il provvedimento richiama nello specifico il D.P.C.M. del 12.01.2017, il quale garantisce alle persone con autismo dei trattamenti pienamente individualizzati e basati sulle migliori evidenze scientifiche. In particolare, la normativa prevede:
- La presa in carico multidisciplinare dei minori con disturbi del neurosviluppo e lo svolgimento di un programma terapeutico mirato.
- L'erogazione di trattamenti riabilitativi residenziali, qualora i normali interventi ambulatoriali o semiresidenziali risultino inefficaci, valutando anche le difficoltà e le limitazioni del contesto familiare.
In conclusione, il giudice ha condannato l'Azienda Sanitaria a garantire a Lorenzo le necessarie cure riabilitative in regime residenziale attraverso appositi centri accreditati.
L'ASL ha dato regolare esecuzione al provvedimento del magistrato, individuando una struttura residenziale adeguata per le esigenze del minore.Vincenzo Grimaldi è avvocato del foro di Torre Annunziata. Opera nel campo dei diritti delle persone con disabilità ed in particolare in giudizi inerenti l'attuazione del diritto alla salute.
Per contatti: vincenzogrimaldi69@gmail.com
Data: 19/05/2026 06:00:00Autore: Vincenzo Grimaldi