Genitori prima, durante, dopo
La psicoterapeuta Letizia Ferrante afferma: "Molti genitori si preoccupano di fare tante cose quasi per adempiere ad un elenco, di dare tante cose, inseguendo l'immagine di genitori perfetti, genitori migliori, ma trascurano l'essere, l'essere genitori, l'entrare in connessione con i figli, dare ascolto alle esigenze dei figli. […] Bisognerebbe guardare i figli come se fosse la prima volta, come bisognerebbe fare d'altronde nei confronti di ogni persona amata. Bisognerebbe mettersi loro accanto senza mettere fretta a mangiare, a sbrigarsi…" (in un webinar del 21 novembre 2023). Sono i figli che rendono genitori, che richiedono ai genitori quel modo di essere genitori. Non esistono né devono e né possono esistere genitori perfetti e l'affannosa ricerca della perfezione dell'immagine genitoriale fa sì che i figli siano ancora più "imperfetti". I genitori devono essere "genitori per" quel figlio: ai genitori sono richieste responsabilità e responsività.
Tra le tante teorie esiste quella della suscettibilità genetica (differenziale) secondo cui i bambini possono essere bambini orchidea e bambini soffione, cioè iper-sensibili o resistenti all'ambiente. Al di là della teoria, i genitori e gli altri educatori devono tener conto che i bambini, anche apparentemente vivaci o gioiosi o silenziosi e accomodanti, hanno un mondo interiore insondabile a chiunque, sono come opere in vetro di Murano in via di creazione, e devono fare attenzione a ogni intervento, a parole pesanti dette nell'ira, a confronti tra fratelli o fra coetanei. Per alcune cicatrici o ferite infantili non ci sono terapie o altre soluzioni in età adulta.
La saggista Lucetta Scaraffia sottolinea: "[...] quando si parla di ragazzi si tratta sempre più spesso di figli unici, nati perché fortemente desiderati dai genitori, certo, ma desiderati come fonte di piacere e gratificazione, come abbellimento della vita. L'idea che i figli siano una responsabilità, che la loro educazione dipenda dai genitori, e così la loro riuscita nel mondo, è stata messa da parte di fronte a una generica idea di "amore" che dovrebbe rimediare a ogni problema". I genitori devono ricordare che l'amore è una legge universale di vita, non scevra da limiti e contraddizioni, da cui discendono diritti e doveri, da non trascurare quelli costituzionali fissati nell'art. 30 della nostra Costituzione. Anzi, bisogna sottolineare che il Costituente è stato il primo (o uno dei primi) a parlare di "genitori" (e non di padre e madre o di coniugi) e di "compiti" (di cui bisogna prendere in considerazione il significato etimologico di "computare" e "portare a compimento"), oltre ai diritti e doveri dei genitori: in altre parole si è posta l'attenzione sull'atto del generare (da cui scaturiscono i ruoli e le funzioni di padre e madre) e i conseguenti adempimenti. Concetti che hanno cominciato a comparire sul finire degli anni Sessanta e poi nella cosiddetta "legislazione sociale" degli anni Settanta, principalmente nelle leggi n. 151/1975 Riforma del diritto di famiglia, n. 405/1975 Istituzione dei consultori familiari, n. 194/1978 Interruzione volontaria di gravidanza (in queste ultime due leggi si associano alla maternità e/o alla paternità gli aggettivi "consapevole", "responsabile", "sociale").
Man mano si è sviluppato il concetto di "genitorialità" cui sono state attribuite varie aggettivazioni e sono state richieste "competenze". Il rapporto genitori-figli non è più basato sulla potestà ma sul rispetto (pur conservandosi l'asimmetria), sulla reciprocità della conoscenza e del riconoscimento.
Ebbene, i genitori devono ri-conoscere che i figli non hanno solo bisogni ma anche tanti sogni (che non corrispondono ai loro ed è naturale che sia così). "Nei bimbi si possono riconoscere in particolare due tipi di sogno: gli incubi e i sogni curativi. Gli incubi contengono emozioni che possono spaventare il bambino e derivano da paure e insicurezze che il piccolo può provare. Tuttavia questo tipo di sogno dovrebbe far preoccupare un genitore solo nel caso diventasse molto frequente e intenso. Si può dire invece che i sogni curativi siano dei "sogni lucidi": il bambino infatti sa che sta sognando e può riuscire a gestire il sogno modificando le emozioni negative. Spesso non è possibile determinare in maniera certa il significato di un sogno, ma collocarlo nella storia di vita dei bambini e, in particolar modo, nel momento attuale che stanno vivendo, è un punto di partenza per avvicinarsi alle loro emozioni" (cit.). I genitori devono dare ascolto ai sogni dei figli (quelle aspirazioni di cui agli artt. 147 e 315 bis cod. civ.) e conoscerne il linguaggio emozionale. In tal modo sono garantiti il diritto all'ascolto dei bambini (art. 12 Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia) e la loro libertà di espressione (art. 13 Convenzione).
A proposito di emozioni, sui bambini durante la separazione dei genitori, il sociologo Francesco Belletti richiama: "Ascoltare quel desiderio di pace e di riconciliazione che ogni bambino manifesta, quando le cose vanno male tra i genitori, sia quando si separano, ma anche (e forse soprattutto) quando NON si separano, ma si fanno la guerra. Kramer contro Kramer, film del 1979, non raccontava forse la stessa storia, di come custodire il bambino in mezzo alla guerra dei genitori (gli inarrivabili Meryl Streep e Dustin Hoffman)" Se non mettiamo gli occhi "ad altezza bambino", restiamo sempre adulti che decidono – e raccontano – sulla loro pelle. In fondo una delle più recenti innovazioni nel lavoro sociale e psicologico sono proprio i "Gruppi di parola", un percorso dove si consente ai bambini di genitori separati di "tirare fuori" tutto il loro vissuto, i loro dolori, ferite, speranze, sensi di colpa, desideri, per poi riconsegnarli, alla fine del percorso, finalmente espressi in una lettera indirizzata ai propri genitori. Perché quello che i bambini sentono va guardato in faccia, non nascosto sotto il tappeto" (settembre 2023, durante le diatribe su uno spot pubblicitario tanto discusso con una bambina che, mentre la mamma fa la spesa al supermercato, prende un frutto da portare al padre separato dalla mamma). I genitori si devono mettere "ad altezza bambino" man mano che crescono, ancor di più in caso di separazione/divorzio, e non giustificarsi "Tanto hanno capito" o "Tanto sono bambini e poi crescono e dimenticano". Significative le indicazioni contenute nella Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori (ottobre 2018) in linea con l'art. 337 ter comma 1 cod. civ. (e altre disposizioni normative): "Il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale".
Così come i genitori e anche gli altri educatori non dovrebbero dire ai bambini "Mi raccomando!" ma, piuttosto, "Conto su di te!". È una prospettiva diversa, non basata sul punto di vista adultistico ma mirata a responsabilizzare, a valorizzare il bambino. "Conoscere la propria identità, sapere chi si è veramente, cosa ci caratterizza, cosa ci rende unici, è molto importante per riuscire a gestire serenamente il confine tra sé stessi e gli altri, ma anche per capire qual è il proprio scopo nella vita, la propria missione, per poi avere chiara la direzione da dare alla propria esistenza. Anche in questo caso, le parole degli adulti di riferimento possono avere un'altissima valenza formativa nei confronti dei nostri bambini e ragazzi" (cit.). Prendersi cura di qualcuno, in particolare di un bambino, è anche avere cura delle parole da usare. I genitori sono i primi responsabili dello sviluppo dei figli e non solo della crescita (art. 27 Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia).
La saggista Lucetta Scaraffia mette in guardia da uno dei tanti pericoli odierni: "L'aggravante odierna non è tanto nel numero degli stupri, né nella ferocia, che ci sono sempre stati, ma nell'abitudine ormai invalsa di filmare questi atti violenti, e di farli girare tra amici o addirittura di venderli a qualche sito porno. Una doppia violenza per le vittime, ma anche un autogol per i colpevoli, che così vengono facilmente smascherati". Genitori e altri adulti di riferimento fotografano o filmano in continuazione momenti di vita quotidiana dei figli interrompendoli o facendo assumere loro pose artefatte. Tutto ciò diventa diseducativo e innaturale facendo dissociare bambini e ragazzi dalla realtà (e violando tanti diritti della personalità) e inducendoli a filmare o fotografare, quando diventano autonomi, anche l'obbrobrio. Inoltre, l'abuso dei device in famiglia porta addirittura al cosiddetto "parental phubbing" (è un neologismo), ovvero distrazione da smartphone nell'interazione con i figli, una disconnessione emotiva, una forma di incuria che, alla lunga può causare seri disturbi, ferite emotive e relazionali, nei figli che si manifestano poi soprattutto in età adolescenziale.
"Se si parla con un figlio e si interrompe questo dialogo per rispondere a quisquilie o fare cose secondarie, questo è un messaggio nitido che si manda ai figli i quali maturano questa percezione: "Io sono una cosa secondaria, vengo dopo rispetto ad altre cose". Spesso nella nostra vita c'è la ferita di aver percepito che l'altro non aveva come priorità la nostra esistenza, ma aveva altro a cui pensare" (lo scrittore Fabio Rosini).
Ai figli non bisogna far mancare l'assistenza morale, quel dovere genitoriale che è stato aggiunto negli artt. 143, 315 bis, 337 ter cod. civ.. Nel Documento dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza (pubblicato nel 30° anniversario della Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia, 20 novembre 2019) è stato espresso il "diritto al tempo con i genitori": "Tutti i bambini e i ragazzi hanno diritto a essere considerati e ascoltati da chi si occupa di loro. Gli adulti devono garantire loro tempo di qualità da passare insieme, evitando che l'eccessivo uso di strumenti tecnologici, social e telefonini, sottragga attenzioni e momenti di condivisione. Per crescere bene, tutti i bambini e le bambine hanno diritto a vivere in una famiglia in cui i genitori li ascoltino, li sostengano e li aiutino a prendere le decisioni più importanti. Hanno, inoltre, il diritto a trascorrere più tempo con i propri genitori, parlando e giocando insieme, in un clima sereno".
I genitori sono come i piloti di aerei: devono avere tanta prudenza, ricordare le norme di sicurezza ai passeggeri, saper gestire le turbolenze, ma l'esperienza e l'ebbrezza del volo sono personali. E, giunti a destinazione, ai figli vanno consegnati i bagagli affinché possano continuare il loro percorso.
La parola "genitori" contiene "giorni", perché l'essere genitori si sviluppa e si manifesta nei giorni e non consultando manuali o pensando a un figlio ideale o idealizzato.
Genitori: donatori e domatori di vita.
Data: 12/05/2026 07:00:00
Autore: Margherita Marzario