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Dl sicurezza: le misure

Approvato dal Senato il Dl sicurezza, ora passa alla Camera per la conversione definitiva in legge. Tra le misure: norme su Daspo, coltelli e compenso agli avvocati per i rimpatri



Il Senato ha dato il via libera al decreto sicurezza (sotto allegato) con 96 voti favorevoli e 46 contrari, al termine di una lunga seduta. Il provvedimento, adottato dal Governo il 24 febbraio, passa ora all'esame della Camera per la conversione in legge entro il 25 aprile. L'iter è stato caratterizzato da un forte confronto politico, con numerosi emendamenti presentati dalle opposizioni.

Tra le principali novità figura l'estensione del Daspo urbano, applicabile anche a specifiche aree e nei casi di reiterazione di comportamenti ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica. È stata inoltre modificata la disciplina sul porto di coltelli: è prevista la reclusione da sei mesi a tre anni per chi detiene senza giustificato motivo lame oltre determinate misure.

Il testo amplia anche la tutela penale in materia di lesioni personali, includendo il personale scolastico e gli addetti al controllo del trasporto pubblico. Inserite, inoltre, nuove disposizioni contro la violenza giovanile, tra cui reati relativi ai maltrattamenti sugli animali.

Particolare rilievo assume l'introduzione di un incentivo economico per gli avvocati che assistono i migranti nei programmi di rimpatrio volontario assistito. Il compenso, pari a 615 euro, viene riconosciuto al legale al momento della partenza dello straniero. La misura è inserita nel nuovo articolo 30-bis, che modifica il Testo Unico sull'immigrazione, e sarà finanziata con risorse del Fondo rimpatri.

Secondo i dati del Ministero dell'interno, negli ultimi tre anni circa 2.500 cittadini stranieri hanno aderito a tali programmi.

Non mancano, tuttavia, le critiche. L'eliminazione della "lieve entità" per alcuni reati di spaccio ha sollevato preoccupazioni per il possibile aumento del sovraffollamento carcerario. Secondo alcune associazioni, il rischio è un incremento significativo dei detenuti per reati legati alla droga.

Alla Camera, l'esame del decreto sarà rapido, con le commissioni competenti chiamate a concludere i lavori in tempi stretti. Le opposizioni contestano il calendario e l'impostazione del provvedimento, ritenuta priva di una strategia complessiva e orientata più alla comunicazione che a interventi strutturali.

Data: 18/04/2026 06:00:00
Autore: Redazione