Messaggiare in orario di lavoro: quando può giustificare il licenziamento
Secondo la Corte di Cassazione, il messaggiare durante l'orario di lavoro assume rilevanza disciplinare quando si traduca in una violazione non episodica dell'obbligo di diligenza ex art. 2104 c.c., compromettendo l'effettivo adempimento della prestazione². Particolare rilievo assumono la reiterazione della condotta, la sua durata, la mansione svolta e l'eventuale incidenza su profili di sicurezza o affidabilità.
Il licenziamento è stato ritenuto legittimo nei casi di utilizzo abituale e prolungato del telefono per finalità estranee al lavoro, soprattutto in presenza di regolamenti aziendali espressi o di precedenti sanzioni disciplinari, poiché idoneo a ledere in modo irreversibile il vincolo fiduciario³. Al contrario, è stato escluso laddove il datore di lavoro non abbia dimostrato un concreto pregiudizio o in presenza di prassi aziendali di tolleranza.
Ne consegue che l'uso del cellulare in orario di lavoro non integra automaticamente giusta causa o giustificato motivo di licenziamento, richiedendo un attento bilanciamento tra potere disciplinare datoriale e tutela del lavoratore.
Note
Cass. civ., sez. lav., 22 settembre 2017, n. 22148.
Cass. civ., sez. lav., 4 aprile 2018, n. 8202.
Cass. civ., sez. lav., 4 febbraio 2019, n. 3133.
Dott. Alessandro Pagliuca
Avvocato abilitato all'esercizio della professione forense- Criminologo
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Data: 10/01/2026 07:00:00Autore: Alessandro Pagliuca