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Cassazione: cari studenti, se proprio dovete cadere, fatelo dentro la scuola!



Niente da fare, riuscire ad ottenere soldi DAll'istruzione pare impresa assai più difficile che ottenerne PER l'istruzione. Soprattutto se si tratta di risarcimenti per danni accaduti al di fuori delle sedi scolastiche: farsi male fuori dalla scuola può costare molto caro. Proprio perché la scuola non è tenuta a risarcire alcunché. Solo e soltanto se l'incidente avviene all'interno dell'edificio scolastico, si può avere qualche speranza, che so io, ad esempio, di ottenere una copertura, anche minima, per le spese sostenute in caso di incidenti gravi. Al di fuori invece i genitori sono responsabili al 100% della salute e sorte dei propri figli.

Questa la sentenza che ha visto rifiutare a due genitori un rimborso per i danni che la figlia si era arrecata cadendo sulla scalinata d'ingresso dell'istituto, in cui frequentava la terza primaria. La bimba, Francesca P, era caduta rovinosamente dalle scale esterne della scuola, davanti agli occhi esterrefatti e atterriti dei suoi genitori. Ed aveva purtroppo riportato delle lesioni piuttosto gravi al volto ed ai denti, per le quali i genitori avevano dovuto affrontare parecchie spese mediche e dentistiche.

I genitori di Francesca avevano fatto causa al Ministero dell'Istruzione ritenendolo unico responsabile dell'accaduto. Questo in base al rilevamento oggettivo che i gradini della scalinata scolastica erano in condizioni pessime, essendo particolarmente scivolosi ed instabili. Peccato che per il Ministero le istituzioni non sono in alcun modo responsabili dello stato di conservazione di un edificio scolastico; sorge spontaneo domandarsi chi ne sia responsabile: il Ministero dei Beni Culturali? Quello del welfare?

La vicenda è finita davanti ai giudici dellaTerza sezione civile della Corte di Cassazione che, con sentenza 19160, hanno liquidato i due ribadendo che sino a che l'alunno non è dentro l'edificio, la responsabilità è di chi accompagna i ragazzi. Il ricorso dei genitori è stato respinto alla luce l fatto che "gli obblighi di sorveglianza e di tutela dell'Istituto scattano allorché l'allievo si trovi all'interno della struttura, mentre tutto quanto accade prima, per esempio sui gradini di ingresso, può, ricorrendone le condizioni, trovare ristoroattraverso l'attivazione della responsabilità del custode". I custodi sono naturalmente coloro i quali accompagnano l'alunno, in questo caso specifico i genitori i Francesca.

Non si tratta della prima sentenza che scagiona un istituto scolastico, dall'essere responsabile per gli "scivoloni" dei propri studenti al di fuori dell'edificio. La stessa decisione era stata Infatti presa dalla Corte d'appello di Genova nel marzo 2006.

Data: 08/11/2012 10:00:00
Autore: Barbara LG Sordi