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Assegno divorzile: per liquidarlo si tiene conto anche della durata del matrimonio

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di Marco MassavelliCorte di Cassazione Civile, sezione I, sentenza n. 16598 del 3 Luglio 2013. Ai fini del riconoscimento dell'assegno di divorzio, devono essere tenuti in considerazione non soltanto i redditi e le sostanze del richiedente, ma anche quelli dell'obbligato, i quali assumono rilievo determinante sia ai fini dell'accertamento del livello economico-sociale del nucleo familiare, sia ai fini del necessario riscontro in ordine all'effettivo deterioramento della situazione economica del richiedente in conseguenza dello scioglimento del vincolo. Per poter determinare lo standard di vita mantenuto dalla famiglia in costanza di matrimonio, occorre infatti conoscerne le condizioni economiche di cui ciascuno dei coniugi poteva disporre e di quelle da entrambi effettivamente destinate al soddisfacimento dei bisogni personali e familiari, mentre per poter valutare la misura in cui il venir meno dell'unità familiare ha inciso sulla posizione del richiedente è necessario porre a confronto le rispettive potenzialità economiche, intese non solo come disponibilità attuali di beni ed introiti, ma anche come attitudini a procurarsene in grado ulteriore. E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, con sentenza 3 luglio 2013, n. 16598.

Ai sensi dell'articolo 5, legge 898/1970, l'accertamento del diritto all'assegno divorzile deve essere effettuato verificando l'inadeguatezza dei mezzi del coniuge richiedente, raffrontati ad un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio, e che sarebbe presumibilmente proseguito in caso di continuazione del matrimonio o quale poteva legittimamente e ragionevolmente configurarsi sulla base di aspettative maturate nel corso del rapporto, mentre la liquidazione in concreto dell'assegno va compiuta tenendo conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione e del contributo personale ed economico dato a ciascuno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio di ognuno e di quello comune, nonché del reddito di entrambi, valutandosi tutti i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio.

Vai al testo della sentenza 16598/2013
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(15/07/2013 - C.G.)
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