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Cassazione Lavoro: licenziamenti collettivi in caso di cessazione dell'impresa

La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione (Sent. 5700/2004) ha stabilito che "la scelta dell'imprenditore di cessare l'attivitÓ costituisce esercizio incensurabile della libertÓ di impresa garantita dall'art. 41 cost. con la conseguenza che la procedimentalizzazione dei licenziamenti collettivi che ne derivano, secondo le regole dettate per il collocamento dei lavoratori in mobilitÓ dall'art. 4 l. 223/91, applicabili alla fattispecie in esame per effetto dell'art. 24 della stessa legge, ed in particolare l'obbligo di comunicazione dei motivi della scelta, hanno la sola funzione di consentire il controllo sindacale sulla effettivitÓ della scelta medesima, allo scopo di evitare elusioni del dettato normativo concernente i diritti dei lavoratori alla prosecuzione del rapporto nel caso in cui la cessazione dell'attivitÓ dissimuli la cessione dell'azienda o la ripresa dell'attivitÓ stessa sotto diversa denominazione o in diverso luogo, ma non consentono che vengano prospettati in concreto rimedi che possano evitare la collocazione in mobilitÓ che non siano la prosecuzione da parte dell'imprenditore del rischio d'impresa, divenuto insostenibile, alla quale, stante la volontÓ contraria dell'interessato, osta l'art. 41 cost."
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(13/05/2004 - Cristina Matricardi)
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