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Data: 19/06/2017 18:40:00 - Autore: Marina Crisafi
di Marina Crisafi - "No al registro degli amministratori di condominio, che rischia di trasformarsi in una tassa sui professionisti, senza fornire alcuna garanzia all'utenza". Così l'Anammi, l'Associazione Nazional-europea degli amministratori d'immobili, schierandosi contro l'ordine del giorno, accolto in sede di esame della manovra di bilancio, che impegna il governo a valutare l'introduzione dell'obbligo di iscrizione ad un registro istituito presso il ministero della giustizia. Registro amministratori: in cosa consisteIl registro, come previsto dall'ordine del giorno approvato dal Senato, "sarebbe obbligatorio per coloro che svolgono attività di amministrazione condominiale, quindi anche per i condòmini-amministratori", scrive l'Anammi. Si tratterebbe di un registro nel quale verrebbero indicati oltre ai dati anagrafici dell'operatore, anche quelli relativi al regime fiscale, nonché l'adesione ad una associazione di categoria e la frequenza di corsi di aggiornamento. Registro amministratori, il no di Anammi"Condividiamo la preoccupazione per il 'sommerso' fiscale nel nostro settore osserva il presidente dell'associazione, Giuseppe Bica, che, da tempo chiede "maggiori controlli sulla formazione periodica, ma il registro - lascerà inalterati i problemi". Il fine pubblicistico del registro, infatti, rincara il presidente di Anammi, "non premia il ruolo svolto dalle associazioni in questi anni a favore della qualificazione della categoria, non fornisce garanzie ai nostri utenti finali, che sono i condòmini, né tantomeno al professionista contro la concorrenza sleale di chi non rispetta le regole". Inoltre, "non si colpirebbe il fenomeno dei corsi-truffa e la vendita di finti certificati, ottenuti online dietro pagamento" osserva Bica, mentre l'unico vero vantaggio sarebbe per il bilancio dello Stato. Ciò perché "l'iscrizione sarebbe obbligatoria e - tutti i professionisti, pur di lavorare, sarebbero costretti a versare il contributo in modo da essere presenti nel registro". La norma si tradurrebbe cioè, conclude in un mero "balzello a carico dei professionisti, che ricadrebbe poi sui condòmini, senza però combattere l'evasione". Per lo meno, invita, infine, l'associazione, è necessario, allo scopo di non gravare sulla categoria, "rendere almeno gratuita l'iscrizione".
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