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Data: 20/11/2015 10:00:00 - Autore: Marina Crisafi
di Marina Crisafi - La riduzione del canone Rai a 100 euro, prevista dalla legge di stabilità 2016 in discussione al Senato, non è sufficiente. Alla fine gli italiani pagheranno di più. A lanciare l'allarme è l'Unione Consumatori secondo il cui studio, l'importo del canone dovrebbe scendere a 77 euro o, al massimo, ad 83 euro, volendo considerare uno zoccolo duro di evasori pari al 7%. Stando alle stime dei tecnici dell'associazione, infatti, l'importo di 100 euro è troppo elevato e non concorda con i calcoli sinora pubblicati. Questo perché i dati Istat sostengono che il numero di famiglie che posseggono un televisore e che quindi sono tenute a pagare il canone ammontano a 24 milioni 199mila, il che comparato con gli attuali 16,5 milioni di abbonati (risultanti dalla relazione tecnica alla legge di stabilità) dovrebbe consentire un importo pari a 77 euro. Ovvero ad 83, appunto, considerando quel 7% di evasori "incalliti" che rimarranno tali anche dopo l'introduzione delle nuove norme. Di conseguenza, lo "sconto" di 13,5 euro l'anno, secondo le stime dell'Unione non è sufficiente. Ma non lo è anche a voler considerare i soli dati della nota tecnica alla legge, stando ai quali bisognerebbe portarlo a 82,5 euro o al massimo a 90, sempre considerando il 7% di "renitenti". Il che tradotto, significa che il Governo intende di fatto "aumentare il gettito complessivo del canone", afferma il segretario dell'Unc, Massimiliano Dona. E pur apprezzando l'estensione della soglia di esenzione di reddito da 6.500 a 8.000 per gli over 75, l'associazione manifesta anche forti preoccupazioni per il "caos" legato alla concreta applicazione del nuovo canone. Problemi applicativi che riguarderanno non solo la distinzione tra prime e seconde case, ma anche le difficoltà che deriveranno dal distinguere i casi in cui l'abbonamento è intestato al marito e la bolletta della luce alla moglie o viceversa. Per non parlare del pagamento rateale in 10 rate che aumenterà, a detta di Dona, "il rischio che il consumatore non si accorga nemmeno del pagamento non notando l'aumento anomalo della bolletta" finendo così per pagare anche se la tv non ce l'ha o se l'importo è già stato pagato da altri componenti familiari. Una soluzione, ha concluso Dona, potrebbe essere quella di rendere il pagamento rateale possibile solo a fronte delle richieste del consumatore, come "facoltà" e non come "regola". |
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