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Data: 02/08/2018 11:30:00 - Autore: Annamaria Villafrate di Annamaria Villafrate - A distanza di quasi trentanni dal progetto la Tav, la ferrovia Torino-Lione, torna a far parlare di sé, dopo le dichiarazioni del Ministero dei Trasporti Toninelli che sta valutando costi e benefici di questa grande e ambiziosa opera, che forse non serve più. Continuare i lavori comporterebbe un enorme spreco di denaro, a detta di chi la trova inutile rispetto alle reali esigenze di traffico della zona interessata dalla ferrovia. Anche fermarla però ha i suoi costi. Insomma aveva ragione il movimento No Tav? Sembrerebbe di si, stando al documento della presidenza del Consiglio dei Ministri. Del resto i tempi sono cambiati rispetti al momento in cui l'opera è stata pensata, occorre quindi ripensare a quanto fatto finora e valutare se è il caso d'interrompere tutto. Pensiero a cui si contrappongono quanti vedono ancora nella Tav un'opportunità per il paese, in termini di traffico e di occupazione. Sindacati, Governatori delle regioni del Nord Italia interessate, ma anche esponenti del Centro destra, tra cui Matteo Salvini dicono no al blocco dei lavori della Tav. Ripercorriamo la sua storia e cerchiamo di fare chiarezza:
Cos'è la TavLa Tav, ovvero la ferrovia TorinoLione, è un progetto teso alla realizzazione di una linea ferroviaria di ben 235 km per il trasporto di persone e merci. Questo piano ingegneristico nel tempo ha subito diverse e complesse trasformazioni. Il percorso ferroviario concepito è diviso in due tratte, la RFI italiana e la SNCF francese. L'opera, voluta dai due Stati interessati dal percorso ferroviario e sostenuto dall'Unione Europea, è stato oggetto di critiche e polemiche da parte delle comunità italiane residenti nelle località limitrofe alla tratta di competenza, che hanno dato vita al Movimento NO Tav. Quanto costa completarla e bloccarlaNon è chiaro alla fine quanto costa complessivamente la Tav. Le continue modifiche progettuali non consentono una stima precisa dei costi affrontati fino a questo momento e quelli che, se l'opera verrà completata, ci saranno ancora da sostenere. Si parla di una cifra che ai aggira attorno agli 8,6 miliardi di euro ripartiti tra Europa (40%), Italia (35%) e Francia (25%). In questi giorni però Toninelli mette le mani avanti sulla necessità e opportunità di proseguire i lavori. Occorre valutare il rapporto costi benefici, sottoponendo il progetto a una revisione complessiva, al termine della quale decidere la convenienza dell'opera, esattamente come accade per tutte le grandi opere pubbliche e come sta facendo anche la Francia. Questa in sostanza la posizione del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture. Naturalmente anche fermare i lavori comporterebbe costi elevati che si stimano attorno ai 2 miliardi di euro. Da qui le polemiche, che negli giorni accendono le cronache. I perché delle polemiche sulla TavLa ferrovia Torino-Lione, del resto è sempre stata al centro di discussioni e proteste. Fin dalla metà degli anni 90 il movimento No Tav inizia il suo percorso di lotta contro quest'opera. Fiaccolate, cortei, marce e occupazioni, fermate dai posti di blocco delle Forze dell'ordine per liberate le terre dai manifestanti, che periodicamente, non appena ci sono novità di natura politica o economica che riguardano la Tav, tornano a farsi sentire. La protesta si fonda su studi ingegneristici e geologici che dimostrano l'inutilità della Tav, in relazione al traffico effettivo di quelle zone e quindi all'utilità reale dell'opera. Insomma, secondo i No Tav, si tratta di un investimento sproporzionato per le necessità di quella zona. Il documento della Presidenza del ConsiglioQuanto affermato dai No Tav e dal Ministro Toninelli trovano conferma nel documento della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 10 novembre 2017 "Verifica del modello di esercizio per la tratta nazionale lato Italia fase 1 -2030". Dalla lettura di pagina 58 di questo studio emergono dubbi in relazione alla convenienza dell'opera: "La puntuale ricostruzione del processo decisionale e di progettazione ha bene evidenziato come un'opera di questa dimensione e complessità richieda lunghi tempi di analisi, valutazione, decisione e di realizzazione. Accanto a questa evidenza occorre porne un'altra: nel frattempo il mondo non rimane immutabile, ma cambia rapidamente e in maniera così profonda da mettere spesso fuori gioco anche le più accurate previsioni ( ) Di fronte ai cambiamenti, sorge allora spontanea la domanda: «avessimo saputo ciò che in seguito è accaduto, avremmo preso la stessa decisione?». È una domanda lecita, ma che interessa gli studiosi e gli storici. La domanda che i decisori devono farsi è invece un'altra: «al punto in cui siamo arrivati, avendo realizzato ciò che già abbiamo fatto, ha senso continuare come previsto allora?Oppure c'è qualcosa da cambiare? O, addirittura, è meglio interrompere e rimettere tutto com'era prima?". Chi vuole la tratta ferroviaria Torino-Lione?Nonostante le diatribe che in questi giorni sono sorte attorno alla Tav dopo le dichiarazioni del Ministro dei Trasporti, c'è chi crede ancora che la ferrovia Torino Lione si debba portare a termine. Lo pensa l'Europa, che sta finanziando il progetto e stimando i costi di un eventuale ripensamento del Governo Italiano, lo pensano i sindacati, preoccupati per la perdita dei tanti posti di lavoro, per l'isolamento a cui andrebbero incontro alcune aree. Dello stesso avviso anche Salvini, che da sempre sostiene la Tav, così come il segretario del Pd Maurizio Martina, Mara Carfagna e Maurizio Gasparri di Forza Italia. Nel frattempo i Governatori delle Regioni del Nord Italia guidate da Ciamparino, in caso di blocco della Tav, si dicono disposti a convocare un referendum popolare per dare la parola ai cittadini. Staremo a vedere. |
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