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Data: 30/01/2017 17:30:00 - Autore: Redazione
di Redazione - "Altro che forma di pubblicità", la targa che l'amministratore deve affiggere all'esterno del condominio, "è un obbligo di trasparenza e informazione, imposto per legge". Ad affermarlo è l'Anammi, l'associazione nazional-europea degli amministratori di immobili, con una nota odierna, chiarendo le vere ragioni delle insegne con i nominativi dell'amministratore, a seguito delle numerose lamentele ricevute da parte degli oltre 13mila associati, sulle reazioni negative suscitate dall'apposizione delle insegne nei palazzi. La targa che l'amministratore è obbligato ad affiggere in condominio spiega l'associazione - ha un duplice scopo: da un lato, "rendere pubblico il nominativo ed i recapiti del professionista responsabile del condominio, dall'altro consentire ad enti locali e forze dell'ordine di contattare il professionista in caso di necessità". Per cui, "non si tratta affatto di una forma pubblicitaria" chiarisce il presidente Giuseppe Bica, ma di uno strumento introdotto dalla riforma del condominio, che ha "imposto all'amministrazione l'affissione della targa, con tutti i suoi riferimenti e l'eventuale appartenenza ad un'associazione". Oggi, infatti, prosegue Bica, finita l'epoca dell'amministratore improvvisato, la targa è diventata un segno di riconoscimento del ruolo professionale della categoria, affinchè, "sia chi abita in condominio, sia chi gestisce il territorio ha la possibilità di reperire l'amministratore che, a tutti gli effetti, è il legale rappresentante del condominio". Leggi anche: I condomini e la targa fantasma |
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