|
|
Data: 14/06/2016 07:00:00 - Autore: Valeria Zeppilli
di Valeria Zeppilli Ecco che arriva, giovedì 16 giugno 2016, il tanto temuto "tax day". Il Fisco, in questa occasione, dovrebbe incassare circa quaranta miliardi di euro, dato che sono chiamati all'appello sia i contributi e le imposte del modello unico 2016 (visto che la richiesta di proroga avanzata dai commercialisti sembra essere naufragata) che, in particolare, l'Imu e la Tasi. Nonostante l'esenzione prevista con riferimento a queste ultime per la prima casa, infatti, il denaro che si sposterà a tale titolo dalle tasche dei cittadini a quelle dello Stato è davvero tanto, se solo si pensa che sono oltre venticinque milioni i proprietari degli immobili che non sono toccati dall'esenzione e che giovedì dovranno pagare un acconto complessivo di più di dieci miliardi di euro. Non solo ricchi proprietari di ville o di case al mare, ma anche comuni cittadini che possiedono una seconda pertinenza dell'abitazione principale, come ad esempio una cantina o un garage. Fortunatamente per il 2016 c'è anche il blocco delle aliquote, con la conseguenza che queste, pur non avendo subito i (pur possibili) ribassi, non sono comunque state innalzate: l'aliquota media per le seconde case è del 10,53 per mille mentre il costo medio dell'imposta di 1.070 euro (pur se non mancano casi in cui tale cifra è superata anche di molto). Considerando che la stragrande maggioranza dei soggetti tenuti al pagamento di Imu e Tasi è rappresentata da lavoratori dipendenti o pensionati (ben oltre il 70%), le cifre da sborsare aumentano e i quaranta miliardi si raggiungono facilmente. I commercialisti sono in affanno e i contribuenti anche, ma ormai non è più possibile rinviare.
Leggi anche: "Prima casa: chi paga IMU e TASI il 16 giugno?" |
|