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Data: 02/03/2015 14:00:00 - Autore: Mara M.
Dopo la dichiarazione di incostituzionalità che l'aveva travolta circa un anno fa, la legge Fini-Giovanardi viene di nuovo messa in discussione dalle sezioni unite della Corte di Cassazione, stavolta nell'entità del minimo edittale. Nel febbraio 2014, la Consulta aveva infatti bocciato la legge 49/2006 (meglio nota come "Fini-Giovanardi", dal nome dei promotori), relativamente alle norme che prevedevano l'equiparazione di droghe leggere e pesanti ai fini sanzionatori. La questione di legittimità costituzionale, sollevata allora dalla terza sezione penale della Corte di Cassazione, si poneva per il presunto contrasto poi accertato della legge con l'art. 77 della Costituzione (in materia di conversione dei decreti-legge) dal momento che nella stesura finale del testo di legge erano stati inseriti numerosi emendamenti che nulla avevano a che vedere con l'oggetto del decreto convertito (le Olimpiadi di Torino 2006!). Pertanto, venuta meno la legittimità di punizioni tanto severe anche per gli spacciatori di derivati della cannabis reclusione da 6 a 20 anni e multa da 26.000 a 260.000 euro era tornato a rivivere il regime sanzionatorio posto dalla "antica" legge Iervolino-Vassalli, corrispondente a una forbice compresa fra 2 e 6 anni. Adesso, con la decisione n. 22621/2015, del 26 febbraio scorso, gli Ermellini contestano l'inadeguatezza anche delle pene detentive minime (6 anni) irrogate nel frattempo sulla base della Fini-Giovanardi nei confronti dei soggetti condannati per spaccio di droghe cosiddette leggere, seppure rientrino nei nuovi limiti edittali. |
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