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Data: 04/12/2010 08:54:00 - Autore: N.R.
Secondo quanto emerge dal 44esimo Rapporto Censis sulla
situazione sociale del Paese (anno 2010) la crisi economica fa crescere il rischio che la criminalità infetti l'economia legale.
Secondo il Censis la presenza della criminalita' organizzata può arrecare maggiori danni nelle regioni del sud coinvolte.
Come si legge in una nota Adnkronos, "Se è vero che la
criminalita' organizzata ha ormai allargato i suoi interessi ben oltre
il Sud d'Italia e al di fuori dei confini nazionali, e' altrettanto
vero che nel Mezzogiorno i suoi effetti restano decisivi, in quanto al
Sud si crea un circuito perverso con l'economia, la politica, la
societa' civile, tale da bloccare le iniziative di sviluppo nella
legalita'. Per Campania, Calabria, Puglia e Sicilia sono stati considerati
i Comuni in cui sono presenti sodalizi criminali, che risultano essere
448; gli enti locali in cui si trovano beni immobili confiscati alle
organizzazioni criminali, che sono 441; i Comuni sciolti per
infiltrazioni mafiose negli ultimi tre anni, che sono 36.
Complessivamente 672 Comuni, pari al 41,8% dei 1.608 Comuni delle
quattro regioni, che occupano il 54,8% del totale della superficie
territoriale, presentano almeno un indicatore di criminalita'
organizzata".
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