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Data: 09/09/2014 16:00:00 - Autore: Mara M.
Niente cittadini extracomunitari nel pubblico impiego almeno per il momento. È quanto hanno ribadito i Giudici della sezione lavoro della Corte di Cassazione con la sentenza n. 18523/2014. L'accesso alle selezioni pubbliche è, infatti, riservato a: cittadini italiani, cittadini dell'Unione Europea e, dal 2007, anche a chi ha ottenuto lo status di rifugiato. Non è previsto perciò l'allargamento della partecipazione ai soggetti immigrati da Paesi extracomunitari che non siano dichiarati rifugiati. Tanto prevede la Norma. E la Corte non ha dovuto far altro che rinviare alla Legge, nel respingere il ricorso di una donna albanese contro l'esclusione da un concorso indetto nel 2011 dal Ministero dell'Economia per i lavoratori disabili dei Monopoli di Stato. Motiva infatti la Corte: la decisione è frutto di una scelta politica tutt'ora espressa" dal Legislatore, pure nella consapevolezza dell'evoluzione sociale, della tendenziale omogeneizzazione a fini giuridici dell'appartenenza ad etnie e cittadinanze e della progressiva attenuazione delle rilevanza dell'appartenenza nazionale. Dunque, sta alla politica adeguare le norme ai mutamenti della società, compresa la sua crescente multietnicità. Anche se sottolineano allo stesso tempo gli Ermellini per gli impieghi pubblici trova altresì spazio la valutazione della particolarità e delicatezza delle funzione svolta alle dipendenze dello Stato e questo vale in particolare per il Ministero dell'Economia. |
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