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Data: 09/01/2013 11:00:00 - Autore: Licia Albertazzi
I recenti disagi ai consumatori causati dal malfunzionamento dei trasporti pubblici, ed in particolare i ritardi e le soppressioni di oltre la metà dei treni causate da un malfunzionamento del sistema di gestione ed organizzazione del personale di Trenord, hanno spinto le associazioni dei consumatori a reagire ed adire giudizialmente le Autorità al fine di perseguire adeguato ristoro dai gravi disagi causati dall'azienda a danno dei viaggiatori lombardi, occasionali e pendolari. Il Codacons ha invitato i viaggiatori a conservare il proprio titolo di viaggio acquistato nei giorni incriminati poiché intenzionata a promuovere azione di classe avverso Trenord. Ma cos'è nello specifico la class action? L'azione di classe (class action) o Azione collettiva risarcitoria è un istituto giuridico di origine anglosassone regolamentato anche nel nostro Paese grazie all'introduzione del Codice del Consumo (decreto legislativo 6 Settembre 2005, n. 206). Esso consentirebbe ai consumatori di agire in massa contro i fornitori di beni e servizi, generalmente aziende di grandi dimensioni, ottenendo di fatto maggiore tutela, efficacia che sarebbe sensibilmente diminuita nel caso in cui il cliente consumatore dovesse al contrario agire da solo. Con l'introduzione di questa normativa il legislatore ha dunque creato un valido strumento a favore delle parti contrattualmente deboli proprio per riequilibrare e smussare quella situazione di supremazia venutasi a creare in capo a quelle imponenti società che gestiscono la fornitura di beni e servizi caratterizzati da importante interesse sociale, economico e culturale. L'azione di classe in Italia è attualmente disciplinata dall'articolo 140bis del Codice del Consumo: i consumatori, individualmente o per tramite di apposite associazioni ed organizzazioni, possono agire contro un'unica impresa a patto che le proprie posizioni attive siano identiche. In sostanza, in un unico processo verrebbero attivate diverse pretese risarcitorie tra loro omogenee, tutte indirizzate avverso un medesimo fornitore di beni o servizi il quale è incorso in responsabilità più o meno grave assimilabile ad inadempimento contrattuale. Oltre a mancata o inesatta esecuzione del contratto i consumatori possono promuovere giudizio ai fini di ottenere il risarcimento del danno anche nel caso di pratiche commerciali scorrette ed anticoncorrenziali. Data la rilevanza sociale e la portata di tale azione, anche se con particolari cautele, occorre notificare atto di citazione anche al Pubblico Ministero. Nell'ambito della class action è escluso l'intervento volontario di terzo ex art. 105 codice di procedura civile. L'azione di classe è quindi uno strumento utile e potente per il consumatore, il quale, in condizioni normali, molto probabilmente rinuncerebbe ad intentare una causa in pendenza di sproporzione tra spese di giudizio e danno lamentato. Unico ma importante dilemma resta quello dell'impulso processuale: secondo la lettera della Legge onere dell'avvio del processo graverebbe su un solo individuo, per poi, in corso di causa, procedere lo stesso a raccogliere le adesioni di tutti gli altri utenti interessati. Questo comporta sicuramente una certa difficoltà di azione, penalizzando i clienti danneggiati proprio nella fase iniziale. Anche se in Europa questo strumento resta ancora poco usato, occorrerà valutare se in situazioni come queste esso sarà idoneo a garantire quella tutela al singolo consumatore che le vie ordinarie, in astratto, non potrebbero soddisfare. |
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